Turkia 2007

Aggiornato il: Lunedì, 19-set-11 15:22

 

TURCHIA 2007

 

  

 

VIAGGIO EFFETTUATO DAL 3 AGOSTO 2007 AL 25 AGOSTO 2007

 

EQUIPAGGI N° 7 – Luciano-Graziella, Ivo-Loredana, Claudio-Roberta, Angelo-Paola, Ferruccio-Jucci, Cristiano-Cristiana, Piero-Ramona.

MEZZI: n° 2 Hymer B 544 – 1 Hymer B 654 – 1 Hymer 655 C – 1 Rapido 972M – 1 MC Louis 261 – 1 Niesmann+Bischoff Flair 8000 IL.

 

ITINERARIO – Novara, Ancona, Igoumenizza, Kalambaka, Orfani, Troia, Efeso, Pamukkale, Dalyan, Kas, Side, Goreme, Istambul, Sofia, Belgrado, Selce, Novara.

 

1° Giorno – Venerdì 3 agosto – Novara-Imola. – Km. 291.

 

L’appuntamento tra cinque dei sette equipaggi è previsto alla sera di venerdì tre agosto a Milano per proseguire alla volta di Ancona dove ci aspetta per il giorno successivo il sesto equipaggio.
Il viaggio si dimostra subito un calvario, dopo Piacenza incomincia la colonna di auto che non ci lascerà fino ad Imola e, sono le tre e trenta e decidiamo di fermarci per la notte.

 

2° Giorno – Sabato 4 agosto – Imola-Ancona-Igoumenizza. – Km. 182.

 

Proseguiamo il viaggio, la coda della sera precedente sembra averci aspettato, così, con un traffico caotico finalmente arriviamo alle 14,30 ad Ancona,  al Porto incontriamo Cristiano e Cristiana che erano partiti due giorni prima, mancano solo Piero e Ramona che incontreremo in Grecia.
Dopo avere svolto le formalità portuali,  ci imbarchiamo sulla Europa Palace della Minoan Lines, siamo in open deck e per fortuna anche in posizione molto arieggiata.
Alle 18 si parte, la traversata è molto tranquilla, la nave confortevole ma ancora di più lo sono le cabine (i nostri camper).
Dopo cena ci intratteniamo con gli amici in allegria, quindi un buon riposo fino all’alba.

 

3° Giorno – Domenica 5 agosto – Igoumenizza – Kalambaka – Km. 215

 

Arriviamo puntuali al Porto di Igoumenizza, dopo lo sbarco ci dirigiamo verso la prima meta del viaggio, le Meteore.
Attraverso i monti della Tessaglia raggiungiamo Kalambaka e finalmente entriamo in una “foresta di rocce” di colore grigio sulla cui sommità si ergono i famosi Monasteri, “Le Meteore” dal Greco “sospesi nell’aria”, la sensazione vedendoli è proprio questa.
E’ ormai sera e ci rifugiamo in campeggio “le Cave” servito di ristorante gestito da una simpatica signora.

 

  Gli equipaggi

 

4° Giorno – Lunedì 6 agosto – Kalambaka- Orfani – Km. 338.

 

Dal Campeggio dove abbiamo trascorso la notte, raggiungiamo, attraversando paesaggi di notevole bellezza, le Meteore.
Esse sono nate tra il XIV ed il XVI secolo in conseguenza alle continue invasioni Serbe, la prima e più grande (Megalo Meteoro) fu fondata da Sant’Atanasio con altri nove monaci, fu presto imitato da altri e rapidamente, anche se con moltissime difficoltà, si diffusero in tutta la zona, ne nacquero almeno 24.
La nostra visita è stata effettuata presso il monastero di Varlam, attraverso una passerella ed una scalinata scavata nella roccia, si giunge al Monastero, al suo interno si erge la chiesa di Ognissanti (Agii Pandes), finemente affrescata in tutte le sue parti, di notevole interesse il Giudizio Universale, Scene di vita di San Giovanni Battista ed altro ancora, da vedere sono anche il refettorio, l’infermeria, i cellieri (enorme botte da 12000 lt.) e la torre del vrizoni con la sua antica carrucola.
Terminata la visita proseguiamo il viaggio verso la Turchia, nel tardo pomeriggio incontriamo Piero e Ramona, siamo finalmente al completo, cerchiamo e lo troviamo ad Orfani, piccolo paesino sul mare, un posto per trascorrere la notte.
Ceniamo in un ristorante sul mare e poi tutti a nanna.

 

 

Varlam

 

5° Giorno – Martedì 7 agosto – Orfani-Troia – Km. 4226

 

Dopo il risveglio ci dirigiamo  verso il confine Turco che attraversiamo abbastanza velocemente. I controlli (pochi) sono veloci ed il personale di dogana gentile, sbrighiamo le formalità in circa tre quarti di ora, quindi ci dirigiamo verso Kanakkale dove traghettiamo per superare lo stretto dei Dardanelli ed approdare così sul continente Asiatico.
La traversata è abbastanza veloce ed a buon mercato, arriviamo in serata a Troia dove, presso il campeggio omonimo trascorriamo la notte.

 

 

Ingresso in Turchia

 

Kanakkale

 

6° Giorno –  Mercoledì 8 agosto – Troia – Efeso – Km. 375.

 

Tute le guide e chi è già stato dicono che non vale la pena di perdere tempo per vedere il cavallo e le rovine di Troia, e, visto che abbiamo il tempo contato partiamo in direzione di Efeso, durante il viaggio troviamo un angolo sul mare molto accogliente e, vista l’ora, ci fermiamo per il pranzo ed un bagno ristoratore, la temperatura comincia ad alzarsi.
Con tutta calma godendoci il panorama arriviamo a Selcuk dove ci sistemiamo presso il campeggio Dereli per trascorrere la notte.

 

 

Sosta pranzo

 

Tramonto

 

7° Giorno – Giovedì 9 agosto – Efeso – Pamukkale – Km. 210.

 

Dal campeggio ad Efeso ci sono circa sette chilometri, lasciati i camper nel parcheggio basso, scegliamo  di iniziare la visita dall’ingresso superiore (Porta della Magnesia) che raggiungiamo con due calessi.
Efeso, è considerata la città classica meglio conservata del Mediterraneo. Fanno bella mostra di se la Necropoli, l’Odeon, il Pritaneo, la Tomba di Memmio, la Fontana di Traiano, la Tomba di Androceo e la famosissima Biblioteca di Celso.
Percorrendo la Via Sacra, si arriva al Grande Teatro dal quale si ammira un magnifico panorama sulle rovine e, proprio di fronte ad esso si apre la strada del porto sulla quale un tempo si affacciavano abitazioni, negozi, palestre e terme ed era la via principale di accesso alla città provenendo dal mare.
A questo punto la visita è terminata e con i camper ci spostiamo di pochi chilometri fino ad arrivare a Maryemana (Casa di Maria) dove sorgono una piccola costruzione con annessa una cappella.
Si dice siano state costruite sulle fondamenta della casa in cui Maria (mamma di Gesù) passò gli ultimi anni della propria vita.
Il luogo è meta di pellegrinaggi sia di persone di fede Cristiana che Musulmana.
Lasciamo il sito e raggiungiamo Pamukkale nel tardo pomeriggio, il caldo si fa sentire e presso il ristorante Seryil che ospita anche camper e roulotte, troviamo ristoro tuffandoci nella bella piscina di acque termali.
La serata la trascorriamo tutti insieme allestendo una bella tavolata.

 

 Efeso Via dei Cureti

 La Biblioteca di Celso

 La strada del Porto

8° Giorno – Venerdì 10 agosto – Pamukkale – Dalyan – Km. 239

 

La giornata la iniziamo con la visita alle vasche calcaree di Pamukkale, per arrivarci dal parcheggio attraversiamo le rovine di Hierapolis centro terapeutico per Romani prima e bizantini poi che fu abbandonata dopo l’ennesimo terremoto nel 1334.
E’ possibile passeggiare nelle loro vicinanze ma non più immergersi nelle loro acque calcaree.
La visita si svolge per lo più lungo sentieri sopraelevati di legno che aggirano in buona parte le vasche.
Lasciamo Pamukkale e spostandoci lungo la costa arriviamo a Dalyan punto di arrivo della giornata, parcheggiamo i camper presso l’omonimo campeggio che si affaccia sul fiume.
Trascorriamo la serata visitando il paese che è molto turistico, ha buoni ristoranti ed anche divertimenti, ci accordiamo con la Dalyan Kooperatifi che organizza con una barca solo  per il nostro gruppo una escursione sul fiume per il giorno successivo.

 Le vasche calcaree

 Dalyan

La Moschea di Daylan

 

9° Giorno – Sabato 11 agosto – Dalyan.

 

Verso le 9,30 arriva la nostra barca a prenderci in campeggio e ci dirigiamo alle rovine di Kaunos.
La giornata è incantevole, in breve raggiungiamo il molo da cui in pochi minuti si arriva  all’ingresso del sito archeologico, da qui, con un trattore veniamo accompagnati alle rovine.
Il sito è composto da un teatro, un’acropoli ed altre strutture quali una basilica Bizantina e delle terme.
Proseguiamo la nostra gita in barca fino ad arrivare alla magnifica spiaggia di Iztuzu o anche “Turtle beach” così chiamata perché le tartarughe Caretta vi depongono le uova.
Trascorriamo un paio d’ore tra un bagno ed un altro quindi risaliamo in barca, e, ancorati in un’ansa del fiume consumiamo un ottimo pasto a base di pesce, preparato con cura dalla moglie del barcaiolo.
La meta successiva sono gli stabilimenti  di Sullaniye dove ci si immerge in una vasca  per un bagno di fango,  dopo di che lo si lascia essiccare sulla pelle e di seguito lo si elimina con una   doccia. Il trattamento termina con un bagno in acqua sulfurea bollente  identica a quella delle terme lì vicine.
La giornata volge al termine e, dopo una gustosa anguria servita sulla barca, veniamo riaccompagnati al campeggio.
La serata la trascorriamo in compagnia sul terrazzo affacciato sul fiume da cui si ammirano le tombe Licie scavate nella roccia proprio di fronte al campeggio.
Terminiamo la giornata consumando una birra gelata in questa magnifica atmosfera.

Gita in barca

 Kaunos

 Sullaniye

 DalyanTombe Licie

 

10° Giorno – domenica 12 agosto – Dalyan-Kas – Km. 189

Partiamo da Dalyan direzione Fetiye nelle cui vicinanze troviamo la bellissima e rinomata spiaggia di Oludeniz, visto che i chilometri per arrivare alla prossima meta non sono molti, approfittiamo di ciò per concederci una sosta balneare su questa  spiaggia.
 Arrivando dalla strada si vede il mare  circondato da fitte pinete e la spiaggia di sabbia bianchissima che forma una insenatura davvero splendida.
Trascorriamo delle piacevoli ore,  l’acqua cristallina, il sole caldo ed il magnifico panorama fanno passare il tempo velocemente.
E’ giunta l’ora di riprendere il viaggio per raggiungere Kas dove  troviamo sistemazione sul molo del porto turistico, esattamente nello stesso posto dove avevo parcheggiato diciassette anni prima.
Il paese è parecchio cambiato, tante costruzioni e molto turismo in più.
Terminiamo la giornata al ristorante e curiosando tra i molti  negozi di souvenir, organizziamo anche  un’escursione  per il giorno successivo.

  Oludeniz

 

11° Giorno – lunedì 13 agosto- Kas – Km. 0

 

Partiamo dal porto con un pulmino che percorrendo la costa ci porta a visitare il sito di Mira, una straordinaria serie di tombe Licie scavate nella roccia, un teatro Greco-Romano in buono stato di conservazione sono la peculiarità di questa cittadina, ci spostiamo poi a Kale dove sorge una chiesa, divenuta Bizantina dopo il restauro del 1043, della quale fu Vescovo anche San Nicola (entrato nella leggenda come Santa Claus) le cui spoglie furono qui riposte nel 343, e trafugate nel 1087 da mercanti Italiani che le portarono a Bari.
Ripartiamo e dopo una ventina di chilometri arriviamo a Ucagiz (Kekova) dal cui piccolo porto partiamo per la visita alle rovine della Città Sommersa.
 Dalla barca si vedono alla profondità di 5-6 metri le rovine di quella che forse fu la zona residenziale della antica città romana di Simena.
 Sostiamo per un bagno in un’acqua talmente limpida che sembra non esserci, pranziamo a bordo della barca che naturalmente abbiamo voluto solo per il nostro gruppo, poi arriviamo passando accanto a tombe Licie sommerse a Kalekoye, isoletta sulla cui sommità si erge un castello.
Il villaggio è molto carino, ci sono tantissimi locali caratteristici, tutto il paese sembra ricoperto da gelsomini, ibiscus e bouganville che lo rendono simile ad un grande giardino.
Terminata la visita di Kalekoye ritorniamo in barca, ultimo bagno, spuntino con anguria e melone poi raggiungiamo la Grotta Blu e quindi rientriamo a Ucagiz dove col pulmino torniamo a Kas. Siamo molto soddisfatti di come abbiamo trascorso la giornata, appagati e contenti ci meritiamo una buona notte.

 

 Tombe Licie a Mira

Ucagiz

Simena

 Kalekoye tomba Licia

Kalekoye

 

12° Giorno – martedì 14 agosto – Kas-Side – Km. 281.

 

La prossima meta è la Cappadocia, partiamo  da Kas dirigendoci verso Antalia per poi deviare verso Konya, arrivati al bivio che porta ad Olimpos, decidiamo per questa deviazione, la strada è abbastanza impervia, si alternano tratti di asfalto con tratti brevi di sterrato, arrivati la dove un tempo bisognava transitare nel letto del fiume, con mia grande sorpresa, scopro una fila interminabile di negozietti, bar, ristorantini.
 La strada sterrata è molto sconnessa e termina in un grande piazzale adibito a parcheggio dove ci fermiamo.
Ci rechiamo subito in spiaggia che si raggiunge a piedi attraversando i resti della città romana di Olimpos.
Con grande sorpresa la ritroviamo tale  e quale a come era nei ricordi ma gremita di gente e la baia zeppa di imbarcazioni di gitanti.
L’intermezzo è stato piacevole, nel pomeriggio riprendiamo il  viaggio, attraversiamo Antalia, ormai è giunta la sera ed arrivati a Side, cittadina di mare molto turistica, ci fermiamo per la notte in un parcheggio all’inizio della zona pedonale.

 

 Olimpos

 Olimpos Ruderi

 

13° Giorno – mercoledì 15 agosto – Side-Goreme – Km. 466.

 

Questa tappa è abbastanza lunga e monotona, le strade attraversano la steppa Anatolica, formata da praterie sterminate  e desolate, nel pomeriggio arriviamo a Sultanhani per visitare il Caravanserraglio che sorge ai margini del paese.
Costruito nel 1229 dal sultano Aleattin Keikubbad I, divenne il caravanserraglio più importante della Turchia, di notevole fattura è il portale d’ingresso finemente scolpito.
 Il viaggio prosegue e nel tardo pomeriggio arriviamo a Goreme dove sostiamo al campeggio Kaia Camping che si trova proprio nella zona del Museo all’aperto di Goreme.
E’ il quindici di agosto e alla sera festeggiamo in un buon ristorante.
Per il giorno successivo  organizziamo un’escursione noleggiando un pulmino con autista per la visita della zona.

 

 Sultanhani il Caravanserraglio

 L’interno del Caravanserraglio

 La valle di Goreme

 

14° Giorno – giovedì 16 agosto – Cappadocia – Km. 0

 

Partiamo dal campeggio  alle 9, ci dirigiamo verso Derinkuyu per visitare una delle tante città sotterranee che sorgono in loco, arrivati sul posto iniziamo la discesa.
La città è caratterizzata da ambienti spaziosi distribuiti su sette livelli, raggiunge una notevole profondità, ci si rende conto di ciò guardando attraverso i pozzi di aerazione;  certamente la visita  è  sconsigliata a chi soffre di claustrofobia.
Di città sotterranee ne sono state identificate almeno 36, ma le più note, oltre Derinkuyu sono Kaimakli e Ozluce tutte nella stessa zona.
Lasciata la città sotterranea ci spostiamo per la visita di una delle tante chiese rupestri scavate nella roccia ed affrescate, è impressionante come con maestria vennero scavate le varie stanze, peccato che gli affreschi dei personaggi raffigurati siano  stati deturpati sul volto,  ciò che rimane è comunque ben conservato.
Ritorniamo a Nevsehir dove pranziamo, poi, dopo un te alla mela, tipico del posto, proseguiamo il nostro giro attraversando zone le cui conformazioni rocciose lasciano a bocca aperta, arrivati ad Avanos città delle ceramiche, visitiamo una fabbrica  ed approfittiamo per fare acquisti vista la bellezza di questi manufatti.
Da Avanos ritornando sui nostri passi arriviamo a Zelve, dove il museo all’aperto lascia tutti stupefatti, le conformazioni rocciose tutte scavate al loro interno a formare abitazioni chiese, di queste le più importanti sono quella detta dei pesci (Balikli Kilise) e quella detta chiesa dell’uva (Uzumulu Kilisi) tutte e  due alla sinistra poco dopo l’ingresso, Zelve fu abitata fino al 1952, fu poi abbandonata per motivi di stabilità della zona, appena più avanti verso Goreme, in un vigneto troviamo i cosiddetti Camini delle Fate, straordinarie conformazioni rocciose dalle quali si ammira un magnifico tramonto.
Lasciamo anche Zelve e ci dirigiamo ad Ucisar dominata dal  castello, alto affioramento roccioso disseminato di gallerie e finestre, dalla cui sommità si gode il panorama che abbraccia tutta la valle.
E’ giunta la sera e noi, stanchi ma soddisfatti facciamo ritorno al campeggio.

 Derinkuyu

 Chiesa rupestre

 Conformazione rocciosa Zelve

 I camini delle Fate

 Ucisar il Castello

 

15° Giorno – venerdì 17 agosto – Goreme – Izmit – Km. 623.

 

Partiamo da Goreme direzione Istambul, viaggiamo tutto il giorno, alternando strade statali ad autostrade con l’intento di arrivare per sera in città, purtroppo i chilometri sono tanti ed il traffico molto caotico, decidiamo di non avventurarci alla ricerca del campeggio col buio, sostiamo quindi nel parcheggio di un’area di servizio nei pressi di Izmit.

 

16° Giorno – sabato 18 agosto – Izmit – Istambul – Km. 165.

Di buon mattino ci incamminiamo verso Istambul, con nostra grande sorpresa scopriamo che il Camping Atakoy, così come il London sono chiusi.
Veniamo indirizzati presso un parcheggio che si trova nel quartiere di Sultanahmet proprio dietro alla Moschea Blu, il posto si rivela subito molto comodo, siamo a due passi da tutti i monumenti che dovremo visitare.
Al pomeriggio cominciamo la visita alla Città, per prima cosa entriamo nella Moschea Blu, sorta per volere del sultano Ahmet I, doveva superare in bellezza la vicina Aya Sofya, i suoi sei minareti, il grande cortile ed un interno grandioso decorato da maioliche blu, da qui il suo nome, la rendono indimenticabile.
Ci spostiamo poi, attraversando il parco di Sultanahmet, verso l’altra meraviglia, la chiesa di Aya Sofya, questo è l’edificio più famoso di Istambul, fatta erigere dall’Imperatore Giustniano, divenne la chiesa più grande di tutto il mondo Cristiano, nel 1453 venne trasformata in Moschea dal Sultano Mehmet il Conquistatore, così rimase fino al 1935 quando il presidente Ataturk la trasformò in museo.
La sua visita lascerà estasiati per la magnificenza della sua grande cupola centrale, per i mosaici, la sua biblioteca, la Colonna Piangente, i grandi medaglioni e per l’atmosfera che si respira al suo interno.
Usciti da Aya Sofya ci dirigiamo alla vicina Cisterna Basilica, così chiamata perché ubicata sotto alla piazza Stoa Basilica, fatta edificare  da Giustiniano nel 532 d.c. come deposito delle acque,  con una capacità di ben 80000 metri cubi  il cui soffitto è sorretto da 336 colonne provenienti dalle rovine di antichi edifici, due in particolare, posizionate al di sopra di blocchi scolpiti con la forma di testa di Medusa rovesciata, al suo interno oggi è stato ricavato un suggestivo piccolo caffè, posto insolito dove sorseggiare una tazza di te.
Usciti dalla cisterna, bighelloniamo per la città ed arriviamo al Ponte di Galata, da cui parte il Corno d’Oro, c’è tantissima gente, suggestivi sono la miriade di griglie che cuociono fritti di pesce che la gente mangia per strada, ci sono tantissimi pescatori lungo tutto il molo, torniamo sui nostri passi, fiancheggiamo la stazione di Istambul dove arriva l’Orient Express.
Prima di rientrare ai camper ci fermiamo per la cena in un ristorantino nei pressi del piccolo Bazar che si trova alle spalle della Mosche Blu.

 

 La Moschea Blu

 Aya Sofya

 La Cisterna Basilica

 La Torre di Galata

 

17° Giorno – domenica 19 agosto – Istambul – Km. 0

 

Oggi è il secondo giorno di visita ad Istambul.
La mattinata la dedichiamo alla visita del Palazzo Topkapy, residenza dei Sultani fino al XIX secolo quando preferirono trasferirsi in sontuosi palazzi di stile Europeo come il Dolmabahce, il Ciragan e il Yildiz edificati anch’essi sulle rive del Bosforo.
Il Palazzo è diviso in quattro corti, la prima, alla quale si accede da dietro Aya Sofya, era accessibile a tutti, qui si trova la chiesa bizantina Haghia Eirene (chiesa di Santa Irene), la seconda corte riservata agli addetti Amministrativi, vi si accede dalla Porta di Mezzo, da qui si arriva alle Grandi Cucine del Palazzo entro le quali si possono ammirare una parte delle ceramiche cinesi del palazzo tra cui la famosa porcellana celadon, ancora su di essa si affaccia la sontuosa Sala del Consiglio e l’ingresso dell’attrazione principale del Palazzo, l’Harem che costituiva l’insieme degli appartamenti privati del Sultano.
Importanti per la visita dell’Harem sono, la Corte degli Eunuchi Neri, l’Hamam del Sultano in marmo ed oro, la Corte delle Concubine e delle Consorti, la Sala Imperiale, gli appartamenti e la Corte della Valide Sultan (capo dell’Harem) ed altro ancora.
Passando dalla Porta della Felicità si accede alla terza Corte, riservata alla famiglia Reale ed alle personalità illustri, in questa Corte si possono vedere la sala delle Udienze, la Biblioteca di Ahmet III, la sala del Tesoro dove possiamo ammirare la spada di Solimano il Magnifico, il Trono di Ahmet I, il pugnale del Topkapi ed il diamante del fabbricante di cucchiai di ben 86 carati.
La quarta Corte ospita gli appartamenti privati, raggiunta la cima della scalinata in fondo al giardino dei Tulipani, possiamo vedere il Padiglione di Erevan ed il Padiglione di Bagdad due dei più begli edifici di tutto il Palazzo, dalla terrazza si vede il tetto dorato del Baldacchino di Iftariye e la Sala della Circoncisione.
Dopo la visita al Topkapi ritorniamo verso la Moschea Blu ed approfittiamo per visitare il piccolo Bazar o Arasta Bazar, non molto grande ma con graziosi negozietti di tappeti, ceramiche, bigiotterie ed oreficerie, fatto costruire da Ahmet I per preservare dal deterioramento alcuni mosaici, i proventi degli affitti dei negozi servono tuttora per finanziare la manutenzione della Moschea Blu.
E’ così passata la mattinata, nel tardo pomeriggio, visto che non si può lasciare Istambul senza visitare un Hamam, ci si reca all’Hamam Hemberlitas Hamami, dove tra una sauna ed un massaggio alcuni di noi trascorrono il pomeriggio, è senz’altro una esperienza positiva da consigliare.
 Dopo cena passeggiamo nei giardini della Moschea Blu che viene illuminata con giochi di luci.
Lo spettacolo, che si ripete ogni sera, è seguito da una grande folla e l’atmosfera che si respira è magica.
Anche questa giornata rimarrà per sempre nei nostri cuori.

 

 Topkapi

 Topkapi harem

 La Sala Imperiale

 La Corte degli eunuchi

 Aya Sofya

 La Mosche Blu

 

18° Giorno – lunedì 20 agosto – Istambul – Km. 0

 

Oggi visitiamo il  Gran Bazar.
Situato nella zona centrale di Istambul, esso è costituito da più di 4000 negozi e da diversi chilometri di strade, al suo interno sorgono moschee, banche, stazioni di polizia, ci sono anche ristoranti, bar e laboratori artigianali, il tutto al coperto.
Superata la Nurosmaniye Kapisi (porta d’accesso) ci si trova in una strada, la Kalpa Kcilarbasi Caddesi considerata la via principale del Gran Bazar.
La visita è molto affascinante, tutti vogliono vendere i loro prodotti, gioielli, tappeti, pelletterie, ceramiche e quanto altro si possa immaginare, se si è deciso di fare un acquisto, non si può rinunciare alla contrattazione che a volte si fa estenuante, ma vale la pena, anche non si sa mai chi dei due contendenti abbia fatto veramente l’affare.
Dopo  pranzo, a visitiamo l’altro Bazar, quello delle Spezie, o mercato Egiziano, in questo mercato si trovano appunto spezie di ogni genere, noci, miele purissimo, saponi all’olio d’oliva, una quantità enorme di fichi e frutta varia sia disidratata che frutta secca.
E’ sicuramente il posto ideale per l’acquisto di souvenir gastronomici.
Da non perdere è la bottega n° 41, la Mehmet Kalmaz Baharatci specializzata in pozioni e lozioni tutte a base di erbe rigorosamente naturali ???.
Dal Bazar delle Spezie si arriva, solo attraversando la strada, al Ponte di Galata, che è attraversato costantemente da un flusso ininterrotto di pedoni e veicoli diretti o provenienti da Beyoglu ed Eninonu.
E’ un brulicare di venditori ambulanti che ti offrono di tutto compresi preziosi Rolex naturalmente falsi.
Il profumo di panini con pesce fresco che si mescola al profumo di tabacco di mele  proveniente dai narghilè dei caffè sottostanti rendono la passeggiata unica.
Interessante sarebbe una gita in battello sul Bosforo ma siamo tutti molto stanchi ed il tempo rimastoci è poco, decidiamo così di fare ritorno ai camper.
Allunghiamo leggermente il percorso per vedere come ultima tappa della giornata l’Ippodromo, dove in epoca bizantina si svolgeva la corsa delle bighe.
All’estremità nord si può notare un piccolo gazebo, è la Fontana del Kaiser Guglielmo donata nel 1901 dall’Imperatore Tedesco ad Abdul Hamit II.
L’Obelisco di Teodosio in granito, fatto trasportare dall’Imperatore bizantino Teodosio dall’Egitto a Costantinopoli nel 390 d.C.
Ancora da vedere è la Colonna Serpentina sormontata da tre teste di serpente.
Poco si conosce invece dell’Obelisco in Pietra che si trova all’estremità sud dell’Ippodromo.
E’ giunta veramente l’ora di rientrare ai camper, è stata una giornata molto faticosa ma appagante.  
Purtroppo domani inizia il viaggio di ritorno.

 

 Ingresso al Gran Bazar

 Interno del Gran Bazar

 Il Bazar delle spezie

 Il Ponte di Galata

 Yeni Camii

 Ippodromo

 

19° Giorno – martedì 21 agosto – Istambul – Sofia – Km. 391.

 

Ancora non siamo partiti e già sentiamo la nostalgia di questa meravigliosa città che è stata la nostra dimora per tre indimenticabili giorni, in frontiera Turca svolgiamo velocemente le formalità doganali, non è così per la frontiera Bulgara dove perdiamo tempo prima per la disinfestazione del mezzo (costata 5€) poi per il passaggio tra le garitte di controllo talmente strette da obbligarci a chiudere entrambe gli specchietti rischiando tuttavia di strisciarli alle pareti.
Per la notte ci fermiamo in una area di servizio alle porte di Sofia..

 

20° Giorno – mercoledì 22 agosto – Sofia Belgrado – Km. 577.

 

Giornata di trasferimento, i passaggi alle frontiere sono abbastanza veloci.
Le autostrade Serbe sono carissime per i camper che sono considerati alla stregua di Autobus.
Pernottiamo in un’area di servizio nei pressi di Belgrado.

 

21° Giorno – giovedì 23 agosto – Belgrado Selce – Km. 530.

 

Visto i giorni che mancano alla fine delle vacanze, possiamo permetterci una giornata al mare che non può farci che bene.
Decidiamo quindi di fermarci in Croazia, solo Cristiano e Piero decidono di rientrare,  il punto più comodo facendo deviazioni che comunque ci avvicinano a casa è la costa Istriana, ci fermiamo quindi a Selce, piccola cittadina sul mare a pochi chilometri da Rijeka, ci sistemiamo in campeggio e trascorriamo la serata davanti ad un buon piatto di pesce ed una birra.

22° Giorno – venerdì 24 agosto – Selce – Km. 0

 

La giornata la trascorriamo in tutto riposo, bagni nel mare cristallino ma freddo della Croazia.

 

 Passeggiata di Selce

 

23° Giorno – sabato 25 agosto – Selce Novara – Km. 547.

 

Le vacanze sono veramente terminate, è giunta l’ora del rientro, siamo tutti abbastanza preoccupati per il traffico che rientrati in Italia si rivela subito molto intenso, facciamo un paio d’ore di coda alla barriera di Venezia poi, per fortuna diventa scorrevole fino a casa.

 

 

Conclusioni:

 

Il viaggio si è svolto senza intoppi, la temperatura a volte molto alta non ci ha creato problemi, abbiamo trovato nel popolo Turco molta gentilezza e disponibilità.
Abbiamo percorso 6045 Km. e consumato 797,76 lt. di gasolio con una percorrenza media di  7,58 Kmlt. un poco bassa ma i trasferimenti sono stati effettuati a velocità abbastanza sostenuta.
I carburanti si trovano senza difficoltà, il costo del gasolio in Turchia è abbastanza elevato, costa mediamente 2,25 TRY al cambio € 1,305.
Per le persone basta la carta di identità, invece occorre il passaporto in corso  di validità per l’intestatario del mezzo che deve essere importato temporaneamente.
Per il mezzo occorre il libretto di circolazione e la carta verde.
Soste: la sosta libera è consentita, i campeggi non sono molti ma ci sono in tutti i luoghi turistici ad esclusione di Istambul che aveva due campeggi ora chiusi.
Cambio: l’euro è ben accetto, in alcuni esercizi commerciali può essere usato in luogo della loro valuta.
Alimentari: supermercati e centri commerciali esistono solo nelle città, al di fuori di esse comunque piccoli negozi e bancarelle si trovano ovunque.
Lingua: la lingua ufficiale è il Turco, ma non è raro che ci si possa imbattere, specialmente tra i commercianti, in persone che parlano un poco di Italiano.
Precauzioni sanitarie: non sono richieste vaccinazioni, non bere acqua se non in bottiglia, per precauzione è bene portarsi alcuni medicinali quali, disinfettanti intestinali, farmaci contro le punture di insetti, un antibiotico a largo spettro oltre ai farmaci di uso abituale.
Abbigliamento: il clima Turco è abbastanza caldo con serate a volte fresche quindi abiti comodi e freschi da non disdegnare un golfino leggero.
Riprese fotografiche: non esistono limitazioni tranne che per le postazioni militari in genere.
Per le autostrade Bulgare occorre acquistare la vignetta dal costo di 5€ che si compra in frontiera.

Ringraziamo i nostri amici: Ivo e Loredana, Claudio e Roberta, Angelo e Paola, Ferruccio e Jucci, Cristiano e Cristiana e Piero e Ramona che ci hanno accompagnato in questo magnifico viaggio.

 

 

Luciano e Graziella
e-mail: lucianorav@tiscali.it

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