Tour della Sicilia

Aggiornato il: Martedì, 20-set-11 9:05

TOUR DELLA SICILIA
Itinerario a cura di Parla Franco

La Sicilia è una terra che offre molto, arte, gastronomia (attenti alla linea) e mare, anche se non mancano, come da altre parti in Italia, alcune zone dove si trovano costruzioni(seconde case) molto discutibili e zone in degrado. Ma le bellezze sono veramente numerose ed il calore e l'ospitalità della gente è impagabile.
Considerate le dimensioni della Sicilia e le tante cose che offre, ovviamente si dovrà rinunciare a qualcosa,
a meno che non abbiate molto tempo a disposizione.
In questo itineraio non si visiteranno le isole ma si farà il periplo più o meno completo della Sicilia con qualche sosta balneare. Se avete tempo consiglio (almeno all'andata) il viaggio con il traghetto che parte alla sera da Genova e arriva a Palermo il pomeriggio del giorno dopo. Costa qualcosa in più rispetto al tragitto via terra, ma i tempi di percorrenza (a meno che non facciate una -tiratona- di 1400 km + traghetto) sono pressochè uguali, ma farete in viaggio in tutto relax. Inoltre arrivando a Palermo via mare si gode di uno stupendo panorama sulla costa.
L'itinerario e' suggerito dall'Ufficio Turistico HYMER CLUB ITALIA.
Invitiamo chi percorre questo itinerario a segnalarci eventuali variazioni. Sono gradite notizie e suggerimenti al fine di migliorare ed aggiornare gli itinerari.
Buon viaggio,
Franco

Vigevano - Genova- km 135
Partenza nel pomeriggio da Vigevano e arrivo a Genova in tempo per imbarcarsi. Navigazione.

1) Palermo
Arrivo a Palermo nel tardo pomeriggio.
Una volta sbarcati recarsi in un'area di sosta (vedi elenco). Conviene lasciare il camper nel'area di sosta ed utilizzare il bus (o i taxi) in quanto il traffico di Palermo è caotico e anche un pò -anarchico-

2) Palermo
Che la città abbia più volti è abbastanza evidente. Zone eleganti e monumentali come il Duomo, il Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, Palazzo Mirto contrastano con i palazzi del centro anneriti dallo smog (che altrimenti sarebbero stupendi) ed il pittoresco, anche se decadente, mercato della Vucciria.

3) Palermo- Monreale - Castellamare del Golfo -Scopello - Km 70
Percorrendo la -Conca d'Oro- si arriva in pochi km a Monreale. Si può arrivare in bus oppure in camper. Non si può lasciare Palermo senza aver fatto questa escursione.
Si visita il bel Duomo, internamente rivestito da mosaici ed il Chiostro formato da una serie di colonne diverse tra loro, sormontate da stupendi Capitelli. Dalle terrazze, panorama della Conca d'Oro. Quindi si lascia Palermo alla volta di Castellamare del Golfo. Breve sosta per visitare questa cittadina dall'urbanistica particolare. Per rendersene conto basta prendere la strada che sale verso Scopello, dalla quale si ha una stupenda vista di Castellamare e del golfo.Si passa davanti ad una tonnara ora in disuso e si arriva a Scopello, che sembra un paesino uscito da un film di Tornatore. Minuscolo ma molto caratteristico, quasi deserto. Quasi!. Si perchè alla sera è meta di visitatori locali che vengono a godersi il panorama ma sopratutto vengono per mangiare il -Pane cunsato- che fanno in un forno di questo paesino. Pane cunsato, cioè condito. Grandi tranci di pane appena sfornati, vengono conditi con tutto e di più: olio, tonno, acciughe, peperoncino.....Lo si compera al forno e lo si mangia fuori, ancora tiepido, chi in auto, chi sulle panchine di fronte al mare e chi..in camper. Non avendo locali tipo discoteche o pub (almeno non ancora) il grande P si svuota abbastanza presto, per cui è l'ideale per la sosta notturna (in paese c'è anche la fontanella).

4) Scopello- Riserva dello Zingaro
Poco dopo Scopello la strada termina in un bel P a picco sul mare.
Qui comincia la Riserva dello Zingaro alla quale si accede a piedi.
Quindi indossate scarpe tipo tennis e portandovi uno zainetto con acqua e costume, si percorre il sentiero della riserva il quale lambisce alcune incantevoli spiaggette ideali per un bagno e un pò di relax alternando passeggiate ed escursioni nel parco.
Possibile P per la notte nel panoramico parcheggio.

5) Riserva dello Zingaro - Trapani- Erice -San Vito lo Capo - Segesta -Km 120
Lasciata la riserva si raggiunge Trapani (bisogna ritornare da Castellamare). A Trapani non c'è molto da vedere, ma i dintorni sono stupendi.
Anche se vi abbiamo consigliato di -saltare- le isole per dedicarvi al tour della Sicilia, (che richiede tempo) la tentazione di andare a Favignana sarà molto forte.
Ad Erice, centro storico molto ben tenuto, sembra di essere tornati nel medio evo e la vista sul golfo del Monte Cofano e su Trapani è straordinaria. Assaggiate i dolci Ericini a base di mandorle.
San Vito lo Capo, rinomata località turistica oltre la quale ritrovate la parte opposta della Riserva dello Zingaro. Per sera arrivo a Segesta e P davanti alla zona archeologica.

6) Segesta - Selinunte - Agrigento -Km 155
Al mattino (con il fresco) visita dell'enorme Tempio Dorico immerso in una campagna bellissima e il più piccolo (ma in posizione stupenda) Tempio Greco. Si lascia Segesta alla volta di Selinunte, antica città Greca con Templi e rovine notevoli. La luce e la luminosità di questo posto è straordinaria. Proseguendo in direzione di Agrigento è possibile farsi un bagno a Porto Palo di Menfi.
Arrivo ad Agrigento.

7) Agrigento - Marina di Ragusa - Km 170
Lasciato il camper nel P (a pagamento) della valle dei Templi, salire in bus al centro di Agrigento per vedere l'animato centro e magari fare un pò di spesa. Tornati al camper preparatevi (scarpe comode, cappello, zainetto con acqua...) e visitate la stupenda Valle dei Templi, un tuffo nella storia! Nel tardo pomeriggio, si lascia Agrigento. A Marina di Palma si può fare acqua, ma solo quello in quanto la cittadina è molto trascurata. Così come la periferia di Licata e quella di Gela, con la grande raffineria, anche se a Gela si può fare una sosta per visitare il museo.
Verso Scoglitti la situazione non migliora, è vero che non vi sono industrie come a Gela, ma la costiera è disseminata di seconde case mezze diroccate e Km di serre di pomodori coperte con plastica trasparente che domina il paesaggio. Finalmente vedrete la situazione cambiare a Marina di Ragusa, bella cittadina sul mare, pulita, ordinata con bei locali. Sosta per la notte a Marina di Ragusa.

8) Marina di Ragusa - Castello di Donnafugata -Chiaramonte Gulfi - Km 50
Al mattino portatevi presso il Castello di Donnafugata, in bella posizione. Tornati a Marina di Ragusa seguite la litoranea per Sampieri. Lungo la strada ci sono un paio di lidi per poter fare una sosta balneare. Alla sera consiglio un'escursione gastronomica a Chiaramonte Gulfi al famoso ristorante -Majori- che ha la particolarità di avere un menu a base di prodotti di maiale di produzione propria. Non a caso l'insegna interna al locale cita:
-qui si magnifica il porco-
Sosta per la notte a Chiaramonte Gulfi..

9) Chiaramonte Gulfi -Ragusa - Modica - Marina di Modica - Km 60
Si parte da Chiaramonte Gulfi per Ragusa. Camminando per Ragusa, situata su un pianoro, ad un certo punto la strada scende e sotto di voi si snoda come un presepio Ragusa Ibla. Il colpo d'occhio dall'alto è stupefacente. Splendida la chiesa di San Giorgio che si erge scenograficamente sulla piazza.
Caratteristico è il famoso ristorante U Saracinu.
Proseguendo nell'itinerario denominato -il trionfo del Barocco- si arriva a Modica. Meno -panoramica- rispetto a Ragusa Ibla. Ma le due chiese maggiori di Modica: S. Pietro e S. Giorgio sono eccezionali. Tornando verso la costa, si attraversa la bellissima campagna Ragusana, suddivisa da bassi muretti in pietra, tra ulivi, fichi, fichi d'india, stupendi carrubi ragusani, bagli (masserie) e mucche. Insomma un bell'angolo di Sicilia.
Possibile bagno a Marina di Modica che come tutte le località di mare è da visitare alla sera, quando si anima, i ristoranti si riempiono e i negozi restano aperti fino a tardi.

10) Marina di Modica - Pozzallo -Capo Passero -Pachino- Marzamemi - Km 80
Al mattino visita di Pozzallo. P sul mare. Animata cittadina della costa, ottima per fare spesa. Possibile sosta balneare al Lido Spinasanta o sulla spiaggia dopo Pozzallo, ma proseguendo si arriva di fronte all'Isola delle Correnti, e qui vedrete il mare più bello che avete incontrato finora in Sicilia, anche se la spiaggia non è esente da qualche lattina o addirittura qualche sacchetto di plastica abbandonato sulla spiaggia. Al porticciolo di Capo Passero (acqua e wc) al mattino decine di pescherecci scaricano tonnellate di pesce che vendono subito al mercato all'ingrosso.
La vicina Pachino, famosa per il piccolo e gustoso pomodoro, si visita in poco tempo, quindi si ritorna sulla costa a Marzamemi. Il piccolo paesino di pescatori di Marzamemi, vive sulla pesca e derivati, sonnacchioso di giorno ma animato alla sera. Infatti in uno dei due capannoni che facevano parte di un ex tonnara, ora trasformato in un'originale ristorante (da Adelfio), si cucina sotto i vostri occhi pesce freschissimo. In tutta la Sicilia si trova il pesce fresco, ma in questa zona si va sul sicuro! Nel capannone di fronte, invece, si vendono prodotti ittici a lunga conservazione e non, esportati in tutto il mondo! Voi siete già qui e per giunta in camper con tanto di frigor! Come si fa a non approffittarne per fare shopping ?

11) Marzamemi - Vendicari -Noto -Marina di Avola - Km 60
Risalendo a Nord si arriva in posto straordinario: L'Oasi naturale di Vendicari. Lasciato il camper nel P si percorre un sentiero di circa 200m in una pineta. Quindi si apre davanti a voi una lunga spiaggia di sabbia, selvaggia come dovevano essere le spiagge del Mediterraneo una volta, ed all'estremità si vedono i resti di un'antica tonnara. L'acqua ha dei colori stupendi, tra le più belle spiagge della Sicilia. E' inevitabile passare qui qualche ora e immergersi in queste limpide e colorate acque. Poco a nord, il Lido di Noto (ottimo per la sosta, con acqua e wc)ha una spiaggia in parte atrrezzata, ben tenuta e il mare è bello. Nel tardo pomeriggio, spostamento alla vicina Noto per rituffarsi nel Barocco. Bellissima!

12) Marina di Avola -Avola -Siracusa -Fontane Bianche - km 40
Si visita velocemente Avola,con sosta obbligatoria alla pluripremiata pasticceria -Finocchiaro-.Ma è Siracusa la meta di oggi. P a pagamento ad Ortigia, l'isola del centro storico di Siracusa, che gode di un clima ventilato ed una posizione stupenda. Bei palazzi, vicoli caratteristici molto puliti, con ristoranti, negozi ed una vasta area pedonale, lungomare compreso, ne fanno una città a misura d'uomo. Molto animato e ben fornito il mercato. Singolare il Duomo, costruito sulle colonne di un tempio antico. Dopo aver visitato il centro e pranzato (magari all'ottimo ristorante -Al Porticciolo-), spostatevi a Neapolis, la -città nuova- dove si trovano i resti dell'antica Siracusa. Risaltano tra tutti il teatro, l'anfiteatro e la caverna con l'apertura chiamata -l'orecchio di Dionisio-. Una particolarità: Siracusa è l'unico posto in Italia dove cresce spontanea la pianta del Papiro. (la si vede anche alla Fontana Aretusa)
Nel tardo pomeriggio ritornate verso sud, e dopo pochi km sarete
a Fontane Bianche. Mare molto bello per un bagno. P e spiaggia attrezzata a pagamento.

13) Fontane Bianche - Caltagirone - Piazza Armerina - Km 220
Si lascia la costa e si percorre la tortuosa (ma larga) strada per arrivare a Caltagirone. Appollaiata su un colle, più che un insieme di vie la città è un'insieme di scale, la più pittoresca di queste è la Scala di Santa Maria del Monte, 142 gradini e ogni alzata è rivestita in ceramica. Infatti il richiamo maggiore oltre al bel centro è l'artigianato della terracotta e della ceramica. Obbligatorio portarsi a casa un souvenir...
Per sera si arriva a Piazza Armerina.

14) Piazza Armerina - Cefalù -Santa Pollina -Km 155
Visita della Villa Romana del Casale. Stupendi i mosaici che rivestono i pavimenti. Poi trasferimento (Autostrada) a Cefalù, che è uno dei posti più fotografati della Sicilia. Ed effettivamente l'impatto, specialmente da lontano, è molto scenografico. Incastonata tra il mare e la montagna, con il Duomo Normanno che svetta sopra il paese è veramente da cartolina. Anche il centro è molto bello ed è piacevole passeggiare nei vicoletti tra negozi e ristoranti. P sul lungomare dove l'acqua trasparente invita a fare un bagno e una nuotata. Il lungomare di Cefalù di notte è molto trafficato, consiglio la sosta per la notte di spostarsi a Santa Pollina, dove trovate anche fontanelle per caricare l'acqua.

15) Santa Pollina - Santo Stefano di Camastra -Capo d'Orlando -Brolo - Km 100
Anche se come bellezza non è paragonabile a Caltagirone, una sosta a Santo Stefano di Camastra, (altra località famosa per le ceramiche) va fatta. Poi una breve sosta a Capo d'Orlando, molto turistica (P sul lungomare), bel mare, ma meno caratteristica di altre località.
Anche qui visto il grande viavai serale, consiglio di spostarvi per la notte, magari a Brolo.

16) Brolo - Tindari - Milazzo - Capo Milazzo - Km 65
Si parte per salire a Tindari, per visitare il famoso Santuario e dal quale si gode uno stupendo panorama, con i sottostanti -laghetti- formati da banchi di sabbia in continuo spostamento. Per fare un bagno in questa zona il posto migliore è la zona di Tonnarella, dove (come in molti posti su questo tratto di costa) si trovano parecchi spazi sul mare con tanto di docce!. Nel tardo pomeriggio spostamento a Milazzo per visitale l'animato centro.
Anche qui la tentazione di imbarcarsi per le Eolie è forte! Il centro è piacevole, peccato che dalla passeggiata di Milazzo sia così ben visibile la raffineria!!
Comunque il pezzo forte non è qui ma è poco più avanti, a Capo Milazzo. E' veramente un lembo di terra molto suggestivo. P per la notte nei parcheggi superpanoramici di Capo Milazzo.

17) Capo Milazzo - Santa Maria del Mela -Etna - Km 170
Consiglio un'escursione a Santa Maria del Mela per fare incetta di torroncini. Infatti è qui che - Nicòtina- vende in due minuscoli punti vendita gli eccezionali torroncini che esporta in tutto il mondo.
Dopo un bagno nelle trasparenti acque di S. Alessio Siculo, si intraprende la salita per l'Etna. Sosta a Zafferana Etnea, quindi si riparte per arrivare a Nicolosi Nord, a mt 1900. Dal rifugio Sapienza partono sia la funivia che i fuoristrada per le escursioni al vulcano, ma se non volete avventurarvi, basta fare due passi in zona per vedere crateri esausti e lava solidificata. Sembra un mix tra un paesaggio delle Alpi e un paesaggio lunare. Molto suggestivo. Ovviamente P per la notte qui, al fresco dei 1900 mt.nei pressi del rifugio Sapienza.

18) Etna -Giardini Naxos -Taormina -Gole dell'Alcantara -Km 115
Si scende dal vulcano per andare a Giardini Naxos, spiaggia lunga ma strettina, un sacco di gente e un bel mare. A Taormina l'unico P possibile per i camper è quello della funivia, che è un pò caro, ma d'altronde è uno de posti più gettonati della Sicilia.
Lasciare Taormina e Giardini Naxos con il loro caos e per sera puntate all'interno, e precisamente alle Gole dell'Alcantara,

19) Gole dell'Alcantara
Preparare zaino con pranzo, acqua costume e sandali di gomma.Se la giornata è molto calda questo è il posto giusto! Pagato il biglietto d'entrata, scendete la scala che porta a questo originale canyon. Le rocce hanno forme bizzarre, l'acqua è bassa e....freddissima. Ma se resistete e proseguite arriverete all'imboccatura della gola.

20) Gole dell'Alcantara - Messina -Km 90
A questo punto potete decidere se dirigervi a Messina per imbarcarvi per la Calabria (e quindi rientro a casa) o fare prima una visita alla città piacevole città di Messina. In ogni caso in 20 giorni circa avete visto il meglio della Sicilia , isole escluse.
Che si potranno visitare la prossima volta............

Villa San Giovanni -Vigevano - Km 1275


Totale Km 3130
Totale Km in Sicilia 1720


MINIGUIDA LOGISTICA
AREE ATREZZATE E PARCHEGGI

Palermo
AA Freesbee Parking, Via Imperatore Federico 116,
Appena sbarcati seguire le indicazioni della Fiera del Mediterraneo, dove si trova il Freesbee Parking. Il Parcheggio è all'interno di un grande piazzale è custodito 24/24 ed il centro di Palermo è raggiungibile con il bus 101.
AA Green Park, in via Quarto dei Mille, traversa Corso Calatafimi, a 300 metri da Piazza Indipendenza.
PS Parcheggio custodito in via Danimarca 29 (uscita Belgio della Circonvallazione)
PS Parcheggio di via Giotto, di lato alla Circonvallazione subito dopo lo svincolo Notarbartolo
Monreale CS nel parking sotto il centro storico raggiungibile dalla circonvallazione
Castellammare del Golfo PS Sul lungomare
Trapani PS piazza Vittorio Emanuele vicino Hotel Vittorio.
San Vito Lo Capo
PS sul mare nella piana di Macari
AA sul lungo mare parte opposta al porto. Parcheggio privato aperto 24 ore su 24, docce a pagamento.
Erice
PS sotto la porta Carmine
PS nel P di Viale di Porta Spada,
Agrigento
PS presso ingresso Valle dei Templi. In estate parcheggio a 150 mt dal sito archeologico.
PS presso la Casa di Pirandello
PS Lungomare San Leone
Gela AA MERIDIANA PARK, SS 115, Siracusa - Trapani, Contrada Piana Marina (a 15 km da Gela)
Ragusa
PS In piazza della Libertà,
PS In via Zara, c/o Palazzetto dello Sport
CS ubicato nei pressi dello stadio comunale
Marina di Ragusa PS sul lungomare.
Chiaramonte Gulfi PS di fronte al palazzetto dello sport.
Marina di Modica PS panoramico sul mare tra palme e giardini.
Marina vecchia di Avola. PS nei pressi della vecchia tonnara
Avola Antica
PS Nel piazzale Holiday Market.
PS Lungomare in via Aldo Moro
Marzamemi
AA presso Azienda Agricola Mediterraneo
PS Ampio parcheggio 100 mt dopo il porto.
Noto
AA area comunale a 1 km. dal paese sulla strada per Siracusa.
PS a 2 km. dal paese, al parcheggio del Santuario di San Corrado fuori le mura
AA A 7 Km circa da Noto, in Zona Eloro foce del Tellaro.
Vendicari
AA Calamosche, nell'Oasi di Vendicari.
PS nel P dell'oasi di Vendicari
Siracusa
PS parcheggi a pagamento a Ortigia
AA presso lavaggio "Big Wash" 2 km a nord di Siracusa sulla SS 114
PS parcheggio del Porto
PS In località Fontane Bianche.
PS+CS Parcheggio Delfino Via Giuseppe Agnello a metri 100 dal Teatro Greco
Piazza Armerina.
PS davanti alla Villa Romana del Casale
PS Piazza Europa, in centro.
AA Azienda Agrituristica Savoca - Contrada Polleri
Cefalù
PS in direzione Messina nel parking bus del porticciolo turistico.
Capo d'Orlando PS Diversi spazi per la sosta nei parcheggi del lungomare, direzione Messina
Brolo PS sul lungomare.
Tindari
PS nel P del Santuario
CS area di servizio Tindari est e Tindari ovest autostrada PA-ME
Milazzo
AA Garage delle isole di Giovanni Alibrando, via S. Paolino
PS in piazza Roma
PS nel grande P di Capo Milazzo.
Etna PS nei pressi del rifugio Sapienza.a1900 mt.
Gole dell'Alcantara PS nell'area davanti all'ingresso della gola.
Taormina PS della funivia
Giardini Naxos AA Lagani Parking. via Stracina n° 22 zona Recanati


CAMPEGGI

Camping International Trinacria
Loc. Sferracavallo Via Barcarello, 25
90100 - Palermo (PA)

Camping Baia Di Guidaloca
Loc. Scopello C.da Guidaloca
91014 - Castellammare Del Golfo (TP)
Tel. 0924 541262

Camping La Fata
Via Bino Napoli, 68
91010 - San Vito Lo Capo (TP)
Tel. 348 0000303 - 0923 833369 Tel/Fax 0923 972133

Camping La Pineta
Via del Secco, 88
91010 - San Vito Lo Capo (TP)
Tel. 0923 972818 - 0923 974144 Tel/Fax 0923 974070

Camping Lido Valderice
Loc. S. Andrea Bonagia Via Del dentice, 16
91019 - Valderice (TP)
Tel. 0923 573086

Camping Internazionale Nettuno
Via Lecco Ameno, 3
92100 - San Leone, Agrigento (AG)
Tel. 0922 416983 Tel/Fax 0922 416268

Camping Marinella Village
Via delle Madonie, 10
92014 - Zona Marinella, Porto Empedocle (AG)
Tel. 0922 535210 Fax 0922 636233

Camping Meridiana Park
Via Torre di Manfria, Contrada Piana Marina SS 115
93012 - Gela (CL)
Tel. 347 6294244 - 347 8583072 Tel/Fax 0933 821711

Campeggio Di Vita Vera
Punta Religione
97015 - Marina di Modica, Modica (RG)
Tel. 338 2207901 Fax 0931 24211

Camping La Perla Di Sicilia
Loc. Marina di Modica Via del Mare, 2
97015 - Modica (RG)

Camping The King S Reef
C.da Scaro, S. P. Pozzallo-Marza, Km 3.00
97016 - Pozzallo (RG)
Tel/Fax 0932 957611

Camping Baia Del Sole
Marina Ragusa-Lungomare
97100 - Ragusa (RG)
Tel. 0932 239844 - 0932 230344

Camping Eurocamping
Contrada Punta Braccetto
97019 - Santa Croce Camerina, Ragusa (RG)
Tel. 0932 918126

Campeggio Sabbiadoro
SS.115
96012 - Avola (SR)
Fax 0931 563311 - 0931 833233 Tel/Fax 0931 822415

Camping Il Pinguino
Loc.Pian di Novello
96010 - Marzameni, Noto (SR)
Tel/Fax 0573 673008

Camping Il Forte
Loc. Marzameni
96018 - Pachino (SR)
Tel. 0931 841011 - 0931 841132 - 0932 657308
Fax 0931 841814

Camping Captain
Contrada Isola Delle Correnti
96010 - Portopalo Di Capo Passero (SR)
Tel. 0931 842595

Camping Fontane Bianche
Viale dei Lidi, 476 Loc.Fontane Bianche
96100 - Siracusa (SR)
Tel. 0931 790333 Tel/Fax 0931 791150

Camping Costa Ponente
Contrada Ogliastrillo
90015 - Cefalù (PA)
Tel. 0921 420085 Fax 0921 424492

Camping Sanfilippo
C/da Ogliastrillo
90015 - Cefalù (PA)
Tel/Fax 0921 420184

Camping Santa Rosa
Loc.Tavola Grande
98071 - Capo D Orlando (ME)
Tel. 0941 901723

Camping Il Peloritano
Contrada Tarantonio ss. 113 dir.
98161 - Rodia, Messina (ME)
Tel/Fax 090 348496

Centro Turistico Cirucco
Strada Panoramica
98057 - Milazzo (ME)
Tel. 090 9284746 Fax 090 9281713

Camping Simenzaru Villaggio
C.da Galice
98066 - Patti (ME)
Tel/Fax 0941 317156


Camping San Leo
Loc.Capo Taormina
98039 - Taormina (ME)

Camping Village Panorama
Via S.Caterina, 55
95024 - Santa Caterina, Acireale (CT)
Tel. 095 7634124 - 095 7633978 Fax 095 605987

Camping La Timpa
S.Maria La Scala, 25
95024 - Santa Maria La Scala, Acireale (CT)
Tel/Fax 095 7648155


Messina -Rodia
Il Peloritano SS 113 dir. Km 28 cda Tarantorio
tel 090/348496

MINIGUIDA TURISTICA
Estratto da:
guida-sicilia.3000.it


PALERMO
Palermo, 750.000 abitanti, capitale della Sicilia e sede del Governo regionale, è meravigliosamente adagiata sul fondo di una baia limitata da Capo Zafferano e dal Monte Pellegrino. Un anfiteatro di montagne circonda la Conca d'Oro, in seno alla quale si estende la città. Circondata da vigneti, palmeti, aranceti, favorita dalla dolcezza del clima, Palermo, costruita per le delizie dei sovrani, dava un tempo l'impressione di una città di sogno. Le fluttuazioni della storia hanno sfortunatamente attenuato questo splendore. Questa città di origine fenicia, che fu successivamente romana, araba, francese, tedesca e spagnola, ha molto sofferto per le lotte che l'hanno dilaniata nel corso dei secoli. Tuttavia, essa ha miracolosamente conservato testimonianze delle epoche araba e normanna e anche di numerosi edifici barocchi. Molto danneggiata nel corso dell'ultima guerra, ha perduto con la distruzione dei suoi vecchi quartieri un poco del suo fascino pittoresco. Malgrado tutte le sue ferite, le sue mutilazioni, la carenza di manutenzione, la sua sporcizia, Palermo non cessa di stordire né di sedurre con i suoi curiosi miscugli d'arte e di vita popolare che fanno in modo che non si possa "Dimenticare Palermo".
VISITARE PALERMO
Quattro giorni, come minimo, sono necessari per visitare Palermo e i suoi dintorni. Non potete fare a meno di vederne i principali monumenti: la Chiesa di 5. Cataldo, la Chiesa della Martorana, la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, la Chiesa di 5. Giovanni degll Eremiti, la Galleria Nazionale della Sicilla, il Museo Nazionale d'Archeologia e nei dintorni, Monreale.

SEGESTA O LA PERFEZIONE DELL'ORDINE DORICO
Il Tempio. È un miracolo che il tempio ci sia pervenuto intatto. Strano sopravvissuto di una città saccheggiata, testimone di tanti conflitti e di delitti, si innalza come una gabbia di pietra su una collina coperta di fiori e di abe. Immerso nella solitudine di uno scenario grandioso e desertico, questo tempio è, fra tutti gli edifici antichi della Sicilia, quello che dà, in maniera più sorprendente, il senso del divino. La sua costruzione risale probabilmente al 425 a.c., ma la si sarebbe interrotta nel 409, al tempo della prima distruzione della città. Il santuario (periptero di 36 colonne doriche, 6 sulle facciate e 14 sui lati) presenta una particolarità: soltanto il cornicione, i colonnati e i frontoni sono stati edificati. Non si ritrova alcuna traccia di lastricatura nè di sistemazione interna. Inoltre, le colonne non sono scanalate e le fondamenta portano ancora i teloni che ne facilitavano il trasporto. Tutti questi dettagli provano che il tempio è rimasto incompiuto. Alcuni archeologi pensano, al contrario, che esso non fosse stato concepito per esser chiuso ma come "un reliquario vuoto" che circondava l'altare dei sacrifici. Comunque sia, il tempio di Segesta, uno dei più bei campioni dello stile dorico, appare come un edificio di grande perfezione e come "una testimonianza di ragione, di ordine, di intelligenza, in mezzo al caos, all'indifferenza e all'anarchia della natura" (B. Berenson, Viaggio in Italia). Bisogna notare il leggero rigonfiamento delle colonne destinato a correggere le illusioni ottiche, raffinatezza che si può osservare anche nel Partenone. Il Teatro. Scavato sulla cima del Monte Barbaro, dove sorgeva la città, questo teatro, costruito nel III secolo a.c., quando Segesta liberata dai Cartaginesi, conobbe un nuovo sviluppo, occupa una posizione eccezionale. Il panorama si estende sulla pianura e sulle montagne che circondano il Golfo di Castellammare. Le venti rampe di scalini (63 m. di diametro) sono divise in sette settori da scalinate. Le parti murali sono ben conservate e si distingue ancora la scena. Scavi effettua i in questi ultimi dieci anni hanno permesso di portare alla luce, ai piedi del Monte Barbaro, in località detta Mango, un santuario rettangolare chiuso da un muro (87 m. x 43) all'interno del quale sono venuti alla luce i resti di due templi dorici del VI e V secolo a.c.

SELINUNTE
La visita di Selinunte è certamente una delle più commoventi di tutta la Sicilia. L'abbondanza delle rovine, la maestà del luogo e la bellezza del paesaggio, fanno in modo che qui tutto ricordi la Grecia. Qccorre almeno mezza giornata per visitare bene le tre zone archeologiche, ma è possibile, se non disponete che di poco tempo, visitare l'Acropoli e l'Altopiano di Marinella in due ore.

VISITARE AGRIGENTO
Prevedete una giornata e mezza, ma è possibile vedere i principali monumenti in una sola giornata. La zona dei templi è illuminata di sera. Agrigento si compone di due parti ben distinte e molto lontane: la città attuale (49.200 abitanti) e la zona archeologica. La città attuale, su una collina, occupa probabilmente l'area di un antico quartiere della città. Essa comprende monumenti del medioevo, altri di stile barocco e alcuni palazzi moderni di deplorevole effetto; il tutto costruito su un terreno accidentato in un groviglio di stradine, di scale e piazzette irregolari in cui èquasi impossibile circolare in macchina.

GELA
Se i monumenti non hanno lasciato che poche tracce della storia prestigiosa di Gela, gli archeologi hanno strappato al suolo un vero tesoro conservato al museo. Non avrebbe senso attraversare questa città senza dedicare almeno qualche ora alla sua visita. Aperto, in inverno dalle 9.00 alle 14.00 ed in estate dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00; domenica dalle 9.00 alle 13.00. Chiuso il martedi.

CALTAGIRONE, CAPITALE DELLA CERAMICA
Questa città di 39.000 abitanti, pittorescamente adagiata su tre collinette, a 609 m. di altezza, è il centro dell'industria della ceramica. Informazioni turistiche: Pro Loco, Palazzo della Corte Capitaniale. Si arriva da Gela per Via Duca degll Abruzzi in fondo alla quale si erge la Chiesa di 5. Giacomo di origine normanna ricostruita dopo il terremoto dell 693. Nell'interno atre navate sulle colonne monolitiche, reliquario in argento del XVI 5. di Gagini e statua del Santo di V. Archifel (1518) oltre a delle arcate in marmo scolpite dai Gagini. Continuate per Via Vittorio Emanuele per arrivare in Piazza Municipio. Sul lato destro, Corte Capitaniale, bell'edificio con portali e finestre dei Gagini. Sul lato sinistro, uno scalone monumentale, ornato di maioliche dell 954, opere di artisti che ripresero dei motivi decorativi che risalgono fino al X secolo, conduce alla Chiesa di 5. Maria del Monte. Questa chiesa fondata nel XII secolo ma rifatta nell 693, possiede un bel balcone ed un elegante campanile dovuto a Marvuglia. Sopra l'altare maggiore, Vergine con Bambino del XIII secolo, oggetto di grande venerazione, festeggiata dal 20 al 31 Maggio; a destra del coro, statua della Vergine, XV secolo. Dalla terrazza, bel panorama sulla città. Ritornate in Piazza del Municipio e prendete la seconda strada a destra che conduce in Piazza del Mercato


RAGUSA, CITTA' DOPPIA
L'antica Hibla Heraea dei Greci, costruita su di uno sperone tra due vallate rocciose, è una delle città più curiose della Sicilia per la sua posizione geografica. Essa è formata di due quartieri diversissimi: da una parte Ragusa (498 m.) di aspetto moderno e costruita secondo un piano regolatore dopo il terremoto dell 693; dall'altra parte, Ragusa Ibla (385 m.>, molto più pittoresca, molto accidentata e ricca di edifici barocchi.
VISITARE RAGUSA
Si arriva da Corso Italia poi si gira in Via Roma che si segue a destra fino al Ponte Nuovo. Proprio prima di attraversare questo ponte, sulla destra, una scala, vicino all'Hotel Mediterraneo, scende sul marciapiede e sbocca all'ingresso del museo comunale di archeologia, aperto dalle ore 9.00 alle ore 13.00; chiuso il lunedi'. Questo museo aperto nel 1961 contiene soprattutto oggetti provenienti dagli scavi effettuati nella regione. Si vedono, tra le altre cose, bei vasi greci scoperti nel 1972, statuette trovate a Scornavacche e due grandi mosaici di Camarina, l'uno con dei pesci, l'altro con degli uccelli. Oltrepassando il Ponte Nuovo che attraversa la Cava di 5. Domenica, si potrebbe andare in Piazza della Libertà, centro amministrativo della città ma è preferibile ritornare sui propri passi per Via Roma e raggiungere, tra il Corso Vittorio Veneto e il Corso Italla, la Cattedrale di 5. Giovanni Battista. La sua larga facciata a colonne corinzie è fiancheggiata da una torre. L'interno a tre grandi navate, separate da colonne monolitiche con capitelli, è decorato di stucchi.
RAGUSA HYBLA
Continuate per Corso Italia e Via 24 Maggio che lo prolunga a serpentina. In una curva, sulla destra, chiesetta di 5. Mada delle Scale, costruita nei secoli XV e XVI, ma interamente modificata alla fine del XVIII secolo. Da questa chiesa, un insieme pittoresco di scalinate permette di raggiungere Ragusa Ibla la cui visita è molto più interessante. Alla cima di questa rampa di 242 scalini si trovano la Chiesa di 5. Maria dell'Idria e due palazzi del XVIII secolo: Bertini e Cosentini. Proseguendo, si sbocca in Corso Mazzini che conduce a destra, in Piazza della Repubblica. Da li, seguite a sinistra Via del Mercato fino al Largo Camarina che si attraversa, a destra, per raggiungere Piazza del Duomo (S. Giorgio). La bella facciata movimentata di questa chiesa, costruita dall 738 all 775 dall'architetto R. Gagliardi, si innalza sulla sommità di una scalinata chiusa da un cancello molto elaborato. L'imponente cupola neo-classica, alta 45 m., risale all 820. In fondo alla piazza, prendete per Via XXV Aprile che passa davanti al Palazzo Donna fugata (a destra) e conduce a Piazza Pola dove si erge la Chiesa di 5. Giuseppe dell 590 con una bella facciata barocca. Nell'interno altari riccamente decorati e statua argentea di 5. Giuseppe attribuita a F. Paladino. Sulla sinistra, in Via Orfanofrofio, Chiesa di 5. Antonio con un portale gotico sul lato destro. All'estremità di Piazza Pola, Corso XXV Aprile conduce ad un giardino pubblico (giardino ibleo) in cui si possono vedere altre tre chiese. Vicino all'entrata di questo giardino e sulla destra, si trovano la Chiesa di 5. Giorgio che ha conservato della sua costruzione primitiva del XV secolo, soltanto un magnifico portale gotico catalano il cui timpano rappresenta San Giorgio che abbatte il drago. La pietra è, sfortunatamente, molto deteriorata.


MODICA
Questa città di 47.000 abitanti, sul fianco di uno sperone roccioso, appartenente alla parte meridionale dei Monti Iblei, fu, in una certa epoca, il feudo più potente dell'isola. Conserva del suo passato splendore alcune belle chiese barocche. In Corso Umberto I, la Chiesa del Carmine possiede un portale gotico del XV secolo, ed un rosone sulla facciata. Nell'interno gruppo marmoreo, che rappresenta un'Annunciazione di A. Gagini. Piazza Principe di Piemonte, centro della città, si trova alla confluenza di due torrenti che sono stati del tutto coperti dopo l'inondazione del 1902 che causò centinaia di vittime. Seguite, a destra, Via Marchese Tedeschi che conduce alla Chiesa di 5. Maria di Betlem la cui costruzione risale senza dubbio al XIII secolo, ma che fu ricostruita dopo il 1693. La sua cappella del Santo Sacramento, che risale al XV secolo, e probabilmente isolata in origine, offre un bel esempio dell'architettura tardo-gotica con riferimenti agli stili arabo-normanno e catalano. In fondo al Corso Umberto, si erge, sulla sommità di una scalinata ornata da statue di apostoli, la sontuosa facciata della Chiesa di 5. Piefro, patrono della città. Passate sul lato sinistro di questa chiesa per raggiungere la città alta, imboccando Corso Garibaldi, da cui si gode di un bel panorama sulla città bassa. Preceduta da una scalinata di 250 gradini, la splendida facciata di S. Giorgio, attribuita a Gagliardi, è senza dubbio uno degli esempi più belli dell'architettura barocca dell'isola. L'interno è tutto dipinto di bianco, celeste e oro. In una cappella di destra, urna in argento e bronzo contenente le relique di 5. Giorgio. Davanti al coro, un meridiano è stato tracciato sul pavimento. Nell'altare maggiore, nove pannelli dell 513, riproducono la vita di 5. Giorgio e le Scene dei Vangeli. Ricca cassa d'organo nella navata a sinistra, e nella prima cappella di destra, entrando, Assunzione di F. Paladino firmata e datata 1610. Prima di lasciare Modica, si può fare una breve sosta al piccolo museo che si trova in Corso Umberto, di fronte alla Chiesa di 5. Pietro. Esso raduna oggetti riesumati nella regione e tra essi una curiosa statua proveniente da un tempio del sole.


LA VILLA ROMANA DEL CASALE
La principale curiosità di Piazza Armerina, è la Villa Romana situata a Casale, ai piedi del Monte Mangone, a 6 km. Da Piazza Cascino, imboccate Via Sturzo e girate a destra in Via Principato, sul lato dell'Hotel JoIly. Arrivati all'estremità di questa via, girate a destra seguendo la strada per Barrafranca. A 4 km., girate a sinistra seguendo il cartello indicatore. L'ingresso della Villa è ad 1 km. Vasto parcheggio. Visita dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 al tramonto in estate; dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 al tramonto in inverno. La scoperta della Villa Romana dl Casale fa parte dei grandi avvenimenti archeologici di questi ultimi anni. lì numero e l'ampiezza delle sale, l'importanza e la originalità artistica dei mosaici costituiscono un insieme che non si ritrova in alcun altro centro archeologico d'epoca romana. Quaranta pavimenti a mosaico policromo coprono una superficie di circa 4.000 m2. Fin dall 812, un primo sondaggio aveva permesso di reperire l'area di questa villa, ma fu solo nell 929 che Paolo Orsi scopri' il primo mosaico: "le fatiche d'Ercole". Tra il 1935 e il 1939, un'altra parte fu portata alla luce, ma bisognò attendere il 1954 perché l'insieme della villa fosse liberato e i suoi mosaici restaurati. Per i primi anni la villa fu lasciata senza protezione, ma in seguito, per assicurarne la conservazione, fu costruita una gigantesca vetrata e delle impalcature praticabili che permettono di percorrere tutta la villa senza doverne calpestare i preziosi pavimenti. Gli spiriti nostalgici si dispiacciono nel vedere queste opere inestimabili rinchiuse come volgari insalate in serre dal discutibile aspetto estetico. Non bisogna dimenticare che queste opere fragili hanno potuto vincere i secoli e pervenirci in questo stato di freschezza perché, essendo sotterrate sotto uno spesso strato di terra, erano, in tal modo, protette dalle intemperie e dai vandali.


NOTO O L'APOTEOSI DEL BAROCCO
Noto, il centro più importante della provincia di Siracusa (25.000 abitanti), è una città relativamente recente. Infatti, essa, fu interamente distrutta dal terremoto dell 693. Dell'antica Neai che aveva resistito a Verre, non rimane, come potremo vedere, che un ammasso di rovine. Gli abitanti decisero di ricostruire la città a 18 km. di distanza e scelsero il bel pendio di questa collina che guarda il mare. La loro scelta non soltanto era felice ma essi chiamarono due architetti che sfruttarono la zona nel modo migliore: Landolina e Rosario Gagliardi di cui abbiamo ammirato la Cattedrale 5. Giorgio a Modica. Originario di Modica, Gagliardi metterà tutto il suo talento al servizio della città natale. Arrivando a Modica, seguite sempre dritto Via D. Giordano, fino a Piazza Nino Bixio, poi girate a destra in Corso Vittodo Emanuele, principale arteria della città, fiancheggiata da chiese e palazzi. Il corso attraversa Piazza XVI Maggio, in cui si trova una fontana di Ercole proveniente dall'antica Noto. Dietro al giardino pubblico, la Chiesa di 5. Domenico con unafacciata movimentata, convessa nella parte mediana e con due file di colonne. Nell'interno, una Madonna del Rosario attribuita a Vito D'Anna ed un mobile del XVII secolo. A sinistra della chiesa, si vede l'antico convento dei domenicani occupato da un istituto e dalla biblioteca comunale. Il Corso passa davanti alla Chiesa del Collegio, con una sontuosa e massiccia facciata concava, poi sbocca sulla Piazza del Municipio. Sulla destra, il Palazzo Ducezio del 1746, circondato da un elegante portico a colonne e la cui parte centrale è convessa. lì primo piano, aggiunto nell 951, altera un po' l'armonia di questo bell'edificio. Vi raccomandiamo, tuttavia, di visitarlo per avere una idea della sua originale architettura. Di fronte al Palazzo Comunale si erge l'imponente facciata del Duomo, dedicato a 5. Nicola di Mira e a 5. Corrado, iniziato nel XVII secolo, e terminato nel 1776.11 genio degli architetti dell'epoca appare nell'apparato un po' teatrale di questa costruzione preceduta da una gigantesca scalinata divisa in tre parti. Nell'interno parecchi altari di marmo. In fondo alla navata, cappella di 5. Corrado, eremita francescano e patrono della città, dove si trova esposto in occasione delle feste, (febbraio e ultima settimana di agosto) un reliquario d'argento del XV secolo contenente le spoglie del Santo. Notare anche, ai due lati della porta principale, dei leoni romani provenienti probabilmente dall'antica Noto. Il Duomo si trova fra due palazzi: a sinistra Palazzo Landolina di 5. Alfano e a destra, il Palazzo Vescovile o Palazzo Episcopale con, in fondo alla piazza, la Chiesa del Salvatore (1791 -1801) la cui facciata allo stesso tempo barocca e neo-classica segna il passaggio tra i due stili. Il Monastero di 5. Salvatore, costruito nell 706 e in parte abbandonato, precede, sempre in Corso Vittorio Emanuele la Chiesa di 5. Francesco d'Assisi chiamata anche dell'Immacolata, per la statua della Madonna situata sulla terrazza, a destra della chiesa. Al n. 134 del Corso Vittorio Emanuele, si trova un piccolo museo aperto solo al mattino dalle 11.00 alle 13.00. Oltre la porta Nazionale, il corso continua in Viale Marconi che sbocca in un Giardino pubblico. Ma non si può limitare la visita di Noto ai soli monumenti del Corso. Bisogna percorrere la strada che sale tra il Monastero e la Chiesa dell'Immacolata, poi girare a sinistra in Via Cavour, fiancheggiata da belle costruzioni. La più interessante è Palazzo Astuto, sulla destra, seguito dalla Chiesa di Montevergine. Questa strana facciata concava con due campanili dalle linee purissime, risale al 1762. Si può raggiungere il Corso Vittorio Emanuele scendendo la strada di fronte alla chiesa e vedere, sulla destra, il Palazzo Villadorata, ornato di mensole barocche. Salendo la scalinata che si trova sulla destra del palazzo Astuto e continuando per Via Sallicano che sbocca in Piazza Mazzini, vedrete la Chiesa del Crocifisso ultimata nell 715. Essa accoglie dietro la sobria facciata una Madonna col Bambino detta "Madonna della Neve", opera di F. Laurana, risalente al 1471.


VISITARE SIRACUSA
La strada di Noto e Ragusa arriva a Siracusa per Via Eloina. A sinistra, al n. 56, di fronte ad una caserma, potete visitare le rovine della palesfra romana. In effetti non si tratta di una palestra, come si era creduto nell'ultimo secolo, ma di un piccolo teafro costruito verso la fine del I secolo e circondato da un portico ad arcate. Sfortunatamente l'insieme non è scampato alla distruzione e si conserva soltanto una delle basi del portico. Del teatro non restano che i gradini inferiori e l'orchestra sotto uno strato di acqua. Dietro il palcoscenico si distinguono ancora gli elementi di un tempio periptero in marmo. Da questi scavi provengono parecchie statue del Museo Archeologico. Più lontano, Via Elorina sbocca in Piazza Marconi contigua al Foro interamente distrutto. Un giardinetto è stato sistemato sull'area dell'Agora. Le ingiurie del tempo non erano apparse sufficienti poiché il Comune vi ha fatto costruire un pantheon in memoria dei militari, morti in guerra. Tutto questo quartiere, d'altronde, non offre alcun interesse ed è preferibile percorrerlo rapidamente attraverso via Malta per arrivare al ponte che oltrepassa la Darsena tra i porti (Porto Grande, a destra, Porto Piccolo a sinistra). Si penetra così' nell'isola di Ortygia dove si trova la vecchia città, la "città vecchia".
NEAPOLIS E ACRADLNA
In questi due quartieri a nord dell'antica Siracusa si trovano raggruppati i monumenti più interessanti del periodo greco-romano, dell'epoca paleo-cristiana e del medioevo. È intorno a questa zona archeologica che la città moderna si è sviluppata. Per recarvisi dal Foro Siracusano, risalite Corso Gelone (strada per Catania), lunga arteria a due corsie fiancheggiata da edifici moderni. A i km. circa, svoltate a sinistra in Viale Augusto che conduce alla zona archeologica (aperta dalle ore 9.00 al tramonto; chiusa il lunedì' ed i giorni festivi; ingresso a pagamento). A destra in una piazzetta, si erge la Chiesa di 5. Nicolò dei Cordad, di stile normanno dell'XI secolo. Essa ha subito molte trasformazioni ma ha conservato della sua originaria costruzione l'abside con delle finestrelle e il portale laterale. Fu costruita su un bacino, ancora visibile, che serviva ad alimentare la piscina dell'anfiteatro. La chiesa accoglie ormai l'ufficio del turismo deIl'E.P.T. L'ordine logico dovrebbe permettere di visitare l'anfiteatro romano che si trova proprio di fronte a 5. Nicolò ma bisogna ritirare il biblietto di ingresso vicino il teatro greco, in fondo ad una strada invasa da venditori di souvenirs. Vi converrà effettuare, dunque, al ritorno la visita dell'anfiteatro e dell'agorà di Gerone Il, che si vede sulla sinistra.

L'ETNA, IL FUOCO SOTTO LA CENERE
Questo vulcano, uno dei più attivi del nostro pianeta e il più grande d'Europa, costituisce la principale attrazione della Sicilia. Di facile accesso partendo da Catania e da Taormina, potrete farne il giro, sia in treno, sia in macchina, o meglio, imboccando le strade che ne solcano i fianchi e che permettono poi di effettuare l'ascensione fino alla vetta.
Molto prima dell'arrivo dei Greci. i Siculi onoravano già Adranos "Maestro delle viscere tumultuose della terra" (il cui culto era soprattutto localizzato ad Adrano). I Greci, colpiti dalla violenza dei fenomeni vulcanici, fecero dell'Etna la dimora dei giganti Tifone e Encedade.
La loro mitologia fa spesso allusione al vulcano, soggiorno dei ciclopi e di Vulcano che aveva la sua dimora nella fucina nel cratere. Si contano più di 35 eruzioni disastrose dell'Etna nell'antichità.
La più antica fra le conosciute, è quella del 47 a.c., descritta da Pindaro e da Eschilo nel suo "Prometeo cantenato". Quella del 396 a.c. impedi alla flotta cartaginese di costeggiare la riva tra Naxos e Catania. Durante il medioevo, si registrarono tutta una serie di eruzioni tra cui quella del 1381 che distrusse interamente Catania. La più tragica descrittadal fisico Borelli, ebbe luogo nell 669 e provocò la formazione dei Monti Rossi: il vulcano si squarciò dal cratere fino a Nicolosi, versando un fiume di lava che si spinse fino ad 1 km. nel mare, distruggendo tutto al suo passaggio e uccidendo 20.000 persone. Quello dell 693 fece 60.000 vittime. Il XVIII secolo conobbe 16 eruzioni e il XIX secolo 19. Dall'inizio di questo secolo, l'attività non si è affievolita. Il 27 Maggio 1911, la lava arrivò vicino al fiume Alcantara. Nella notte del 24 Giugno 1917, si osservò un fenomeno unico: dal cratere sgorgava una fontana di lava di circa 800 m. di altezza, e, in pochi minuti, vomitò più di tre milioni di m3 di lava. Nel Maggio dell 923, il vulcano si apri per circa 3 km. tra i 2.000 e i 2.500 m. di altitudine. Il 2 Novembre 1928, da una profonda apertura sgorgarono due cascate di fuoco che distrussero la città di Mascali, e che costituisce l'eruzione più micidiale di questo secolo. Nell 950-1951 si registrò l'eruzione più lunga. Nel cratere centrale si formarono tre coni esplosivi il più alto dei quali raggiunse i 3.326 m., altezza attuale del vulcano. Durante questa eruzione si è valutata in ottocento milioni di m3 la quantità di lava emessa. Quella dell 971 distrusse il secondo troncone della teleferica e l'osservatorio vulcanologico. L'attività del vulcano prosegue ogni giorno sotto i nostri occhi. L'immensa Piana di Catania era occupata, un tempo, da un golfo e sono state delle eruzioni sottomarine che hanno provocato l'apparizione dell'Etna. Esso occupa una superficie di 1570 km2 e il suo perimetro è dii 65 km. La sua altezza varia secondo le attività eruttive. Essa era di 3.274 m. nell 900, di 3.269 m. dell 942 e di 3.326 m. nell 950. Sui fianchi dell'Etna si distinguono tre zone disposte a ripiani: coltivata, boscosa e desertica. Nella zona coltivata, particolarmente fertile, si trovano vigneti, che producono un vino rinomato, e numerosi alberi di frutta: aranci, limoni e mandarini, che crescono fino a 1.200 m. di altezza; si trovano anche peri e ciliegi fino a 1.500 m. La zona boscosa è coperta da castagni, da faggi e betulle. La zona desertica, che inizia a 2.000 m. presenta un aspetto insolito con i suoi immensi campi di lava e le sue colate di scorie da crateri secondari. Non tutta la vegetazione, tuttavia è assente poiché si trovano piante erbacee fino a 3.000 m.


VISITARE TAORMINA
Taormina è stata, per secoli, una città senza storia e la sua fama deriva soprattutto dalla sua posizione eccezionale. Anche i suoi denigratori, e ce ne sono, non possono negare che questa cittadina, aggrappata alla montagna permette di gode-re, dalle sue terrazze, di vedute straordinarie. Le sue viuzze, i suoi giardini sono altrettanti balconi sul mare. Nell'antichità la città non fu mai molto importante, ma soltanto una propaggine della colonia greca che s'era istallata a Naxos. Si pensa, tuttavia, che i primi invasori non siano stati insensibili al suo fascino; le vestigia greche e romane, soprattutto il teatro, lo testimoniano. Ma sono stati soprattutto gli Arabi e i Normanni che hanno "lanciato" Taormina, poiché la maggior parte dei monumenti esistenti appartengono a quello stile arabo-bizantino-normanno che abbiamo incontrato visitando la Sicilia.
La circolazione è vietata in alcune strade (Corso Umberto); esse sono, d'altronde, così strette che frequenti ingorghi paralizzano tutto il traffico.

VISITARE MESSINA
Da Piazza Cairoli, centro della città, seguite Corso Garibaldi, lunga arteria che si sviluppa parallelamente al porto e passa davanti alla chiesa barocca di 5. Caterina Valverde. A destra in Via 5. Maria di Alemanna, rovine di una chiesa gotica distrutta dal sisma. Più lontano, sulla sinistra, si erge l'Annunziata dei Catalani, chiesa normanna a tre navate del XII secolo, privata della sua parte anteriore nel XIII secolo, in seguito ad un terremoto. È a quest'epoca che risale la sua facciata con i tre portali, il transetto sormontato da una deliziosa cupola e l'abside ornata da fughe di archi ciechi risalenti alla costruzione primitiva. Di fronte all'atrio centrale, statua (1572) di Don Giovanni D'Austria, vincitore della battaglia di Lepanto, opera di uno scultore toscano. Dietro a questa statua, Via Lepanto conduce a Piazza del Duomo ornata dalla bella fontana d'Orione (Montorsoli, 1574) e dominata da una collina dove si erge il Santuario di Montaldo e, a destra, la Chiesa del Cristo Re. Il Duomo, iniziato verso la fine deIl'XI secolo da Ruggero Il, sarebbe una delle più antiche chiese della Sicilia, ma questo edificio, già vittima di un incendio nel XIII secolo e di sismi nel XVII e nel XVIII secolo, è stato quasi interamente distrutto da quello dell 908. Ricostruito a partire dall 919, fu nuovamente e seriamente danneggiato dalle bombe incendiarie nell 943. Ci si è sforzati nel restaurano, di conservare la sua pianta primitiva: basilica a tre navate e tre absidi con un alto transetto. La facciata, antica nella sua parte inferiore, ha conservato tre magnifici portali del XV e XVI secolo scolpiti da Pietro di Bonate e B. Mazzola. Si noteranno anche i portali laterali: uno del Rinascimento dovuto a Polidoro da Caravaggio, l'altro ogivale ornato con strisce di rnosaico del XV secolo. Il campanile, costruito dopo il disastro dell 908(65 m. di altezza; visita dalle ore 9.00 alle ore 13.00), contiene il più grande orologio astronomico del mondo realizzato nell 933 dalla Ungerer, una ditta specializzata di Strasburgo. Questo orologio si compone di numerosi quadranti che indicano le ore, i giorni, i mesi, i pianeti e le feste religiose con quadri animati di cui il più spettacolare rappresenta la leggenda di Messina: La Vergine consegna ad un angelo una lettera per i Messinesi. L'orologio suona ogni ora ma è interessante assistere a mezzogiorno, al vero spettacolo musicale che anima tutte le statue per un quarto d'ora. L'interno del Duomo è a tre navate con colonne monolitiche e soffitto in legno dipinto. Nella navata centrale, grande lampadario donato da Ferdinando lì di Borbone nel 1845.1 dodici altari della navata laterale, con le statue degli apostoli, sono stati restaurati in stile rinascimentale; solo quella di 5. Giovanni Battista (I altare a destra) è antica e firmata da A. Gagini (1525). I mosaici delle absidi che risalivano al XIV secolo sono stati in gran parte ricostituiti. Vicino all'uscita laterale sinistra, rilievo rappresentante 5. Girolamo (XV secolo). Ricchissimo è il tesoro, attualmente in corso di riorganizzazione. In fondo alla piazza, seguite a destra il Corso Cavour che attraversa Piazza Antonello e costeggia Villa Mazzini (Giardino Pubblico) per arrivare in Piazza Unità d'italia ornata dalla Fontana di Nettuno (Montorsoli, 1557). Bellissima veduta sul porto e sul forte spagnolo 5. Salvatore. Imboccate Via Libertà che costeggia il mare e gli edifici della Fiera di Messina (ogni anno in agosto) e proseguite per 2 km. circa fino al n. 461 sulla sinistra, dove si trova l'ingresso del Museo Nazionale (visita dalle 9.00 alle 13.30; domenica dalle ore 9.00 alle ore 12.30; chiuso il lunedì). Questo museo contiene soprattutto pitture tra le quali bisogna segnalare due opere del Caravaggio e il polittico di 5. Gregorio di Antonello da Messina. Si può completare questa visita della città percorrendo in macchina il susseguirsi di viali che si sviluppano in salita sulla collina e permettono di avere bei panorami su Messina e sullo stretto. Da Piazza Cairoli, seguite Via Cannizzaro e, alla fine, girate a destra in Via Principe Umberto che porta a Piazza XX Settembre (a sinistra, orto botanico). Passate poi vicino al santuario di Montalto e continuate per Viale Principe Umberto fino alla Chiesa di Cristo Re. Seguendo poi Viale Regina Margherita, si sbocca in Via Palermo che, a destra, vi riporta in Corso Garibaldi.

 

 

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