Romania

Aggiornato il: Martedì, 20-set-11 9:09

 

Romania:
Maramures, Bucovina e Transilvania

Itinerario a cura di Franco Parla

 

Le cose cambiano! Chi è stato anni fa in Ungheria e nella ex Cecoslovacchia stenta a credere che questi paesi abbiano fatto dei progressi in così poco tempo. Solo in qualche remota località si trovano residui del passato regime. Ma per la Romania ci vorrà ancora del tempo per cambiare, specialmente nella zona del Centro Nord, che è quella che viene proposta in questo itinerario. Scartata la zona del mar Nero, dall'acqua inquinata e la città di Bucarest (che si può comunque visitare ma che non lascia soddisfatti) il tour si snoda ai confini della Russia fino a Brasov. Inutile dire che questo viaggio richiede spirito di adattamento e sopratutto nelle città grandi, va fatta attenzione a dove si Parcheggia il camper. Ma tutto questo non deve allarmare, basta seguire piccoli accorgimenti e poi si verrà ampiamente ripagati dai bucolici paesaggi dei Carpazi. Inoltre di scoprirà che ci sono ancora in Europa zone molto povere e sembra un pò di vedere come eravamo noi nel dopoguerra..
Partenza e arrivo di questo itinerario è la bella città di Budapest.

Budapest -Debrecen-frontiera di Satumare - Km 350
Tappa di trasferimento per arrivare nel pomeriggio al confine della Romania.
Alla Dogana pagato i visti e timbrato i passaporti, si entra in Romania.
Anche se gli ultimi km in terra Ungherese preannunciavano un cambiamento, entrati in Romania il cambiamento è totale; auto sgangherate, gente vestita male, ragazzini a piedi nudi, animali (oche, buoi, galline...) in mezzo alla strada, carretti tirati da cavalli o da trattori obsoleti.
Il camping di Satumare ha visto sicuramente giorni migliori, l'acqua della piscina dove i ragazzini sguazzano è torbida, i bagni…. è meglio se usate quello del vostro camper, l'erba è perennemente da tagliare, ma lo spazio è tanto, l'acqua non manca, il campeggio è tranquillo, è custodito e si spende poco e niente.

Satumare – Sapinta – Zona del Maramures – Km 150
Lasciata Satumare ci si dirige verso Nord, la strada è dissestata e la velocità ridotta. Si attraversano paesi dall'architettura rurale con case povere tutte in legno, comprese le tegole dei tetti
La vostra sosta in questi paesi attira la curiosità (sono ancora rari i camper che transitano da queste parti) la gente nei campi si ferma e saluta, sciami di bambini vengono a cercarvi qualunque cosa, caramelle, adesivi, giocattoli....
I pochi negozi che si incontrano vendono solo pane, verdure, vasi di vetro con conserve e grossi pezzi di sapone del tipo Marsiglia. A Sapinta sosta per vedere il -Cimitirul Vesel- un singolare cimitero dalle tombe dipinte con scene di vita (a volte anche icone ironiche) della persona che vi è sepolta,
Si prosegue addentrandosi nella zona del Maramures tra le montagne che offrono paesaggi incantevoli e anche alcune aree pic-nic in posizioni panoramiche dove fermarsi ai pranzo.
Sono tante le piccole fattorie e per la sosta notturna conviene fermarsi in prossimità di una di queste, e state pur sicuri che poco dopo sarete invitati a pernottare nel cortile della fattoria. Andateci tranquillamente. Dovrete solo sorbirvi l'inevitabile curiosità (specialmente delle donne) degli abitanti della fattoria, che vorranno vedere com'è fatto un camper e quindi invitarli magari per un caffè. E' un'esperienza che vale la pena di fare e mette davvero a contatto il camperista con la popolazione locale.

Zona del Maramures- Borsa – Vatra Dornei - Monastero di Moldovita –
Camping prima di Sucevita – Km 250
Al mattino si riparte, continuando il giro del Maramures: Il paesaggio si fa più bello, le case
sono quasi tutte in legno e grondaie e canali in latta lavorata. Sosta a Borsa per un pò di spesa e per vedere l'antica chiesa tutta in legno.Tanti i posti iddiliaci con freschi torrenti per fermarsi con il camper a pranzare. Dopo Iacobeni finisce il Maramures. Si arriva a Vatra Dornei, che viene descritta dalle guide come -stazione climatica, terme, sport...- ma che lascia un pò delusi in quanto il tutto è in decadenza. Inoltre nelle città c'è molta disoccupazione e il rischio microcriminalità aumenta, quindi parcheggiate il camper solo nei parcheggi custoditi. Al contrario, nei piccoli villaggi, la gente anche se povera, lavora, sta meglio (agricoltura, animali da cortile) e le case se pur modeste sono più curate che in città. Vista la stazione termale si torna a Iacobini, si prosegue e tra i pochi paesi e tanta natura si arriva a fare il passo (mt 1400) ed entrare così nella Bucovina. Scendendo verso Vatra Moldovitei, il paesaggio alpino è bellissimo e incontaminato. A Moldovita si trova il primo dei Monasteri di questo itinerario. Entrando in questi Monasteri non sembra neanche di essere in Romania. Tutto è tirato a lucido e i giardini sono curatissimi. In Romania, le tariffe nei luoghi a pagamento sono sempre maggiorate per gli stranieri, vengono fatta pagare anche tariffe per fare le foto o per filmare, ma restano comunque molto più basse rispetto ai nostri canoni abituali.All'interno delle mura in mezzo al giardino si trova appunto il Monastero di Moldovita, le cui mura esterne sono affrescate da scene Bibliche. Lo scopo era quello di far conoscere al popolo, analfabeta, i grandi avvenimenti religiosi attraverso le immagini. Essendo un Monastero Ortodosso, gli interni assomigliano alle chiese Russe ( a proposito, la Russia è veramente a pochi passi). In questa località esiste un campeggio, ma se è ancora presto e volete fermarvi in un bel campeggio (gestione privata, pulito, ordinato e con ristorante) conviene fare un'altro passo e fermarsi nel camping poco prima di Sucevita.

Camping prima di Sucevita – Monasteri di Sucevita, Putna, Radauti –Humor- Km140
Si prosegue la visita dei Monasteri, visitando quello di Sucevita, bello con i dipinti ben conservati. Proseguendo per il paesaggio si appiattisce. Siamo ai confini con la Russia e si vede...Nei campi la gente taglia ancora il fieno a mano e troverete carri stracolmi trainati da cavalli. Poche auto, solo qualche Dacia o Lada. Visita del Monastero di Putna, le cui facciate non sono dipinte, ma lavorate. Si prosegue per Radauti e qui si trova una città finalmente accettabile. Pur essendo povera, non dimostra quel decadimento e senso di disfatta come le altre città. Visitate il bel Museo Etnico. Altri Monasteri ad Arbore e a Solca.
Un'altra particolarità è che in alcuni di questi Monasteri Ortodossi si vedono Monaci e Suore nello stesso Monastero.La cosa è alquanto strana e chi è stato in Grecia (vedi Monte Athos)
lo sa bene. Per la notte conviene portarsi nel parcheggio del monastero di Humor, dove ragazze e donne vendono uova colorate (tradizione pasquale) tappeti e altri souvenirs.

Monasteri di Humor, Voronet, Varatec – Lazarea – Km 230
I dipinti all'esterno del Monastero di Humor, non sono ben conservati, ma proseguendo si arriva a Voronet, dove si trova il più bello dei Monasteri della Bucovina. Bellissimi dipinti e tra i vivaci colori spicca il famoso -blu di Voronet-
L'ultimo dei Monasteri è quello di Varatec, ma avendo visto in precedenza quello di Voronet, questo vi lascerà un pò delusi. Si esce dalla Bucovina, proseguendo verso il centro della Romania: Pietra Neam, Bicar, poi sosta tra le strette e altissime gole ( molto suggestive), quindi si arriva a 1000mt, al Lago Rosso, la cui acqua è ...marrone.
Si sale al passo a mt 1250 e si scende a Gheorgheni. Dopo pochi Km sosta per la notte al paesino di Lazarea, nel parcheggio del castello

Lazarea – Brasov - 170
Visitato il castello (chiuso di lunedì) ci si avvia alla volta di Brasov, la città più grande di questo tour in Romania. Il paesaggio cambia, ma non è bello come in precedenza. I paesi e le città sono più -benstanti- rispetto al Maramures a la Bucovina, la gente è vestita meglio e le auto sono più numerose.
Il caos però regna sovrano. Tutti suonano il clacson e sorpassano, quindi un pò di attenzione con il camper e nel dubbio ...dare la precedenza. Il campeggio è fuori città, in bella posizione tra le montagne. Il prezzo di questo campeggio è alto (almeno rispetto alla media Romena) ma è ben organizzato e pulito.

Visitate Brasov vecchia, è la prima città di questo tour con un bel centro storico.

Brasov – Bran – Sighisoara – Km 225
Lasciata Brasov si prosegue tra bei panorami dei Carpazi. Si arriva a Bran, per vedere il bel castello ben ristrutturato e con tante stanze visitabili. Si entra dunque nella Transilvania e qui inizia quello che in Romania sta avendo un successo in costante crescita: Il Tour di Dracula.
In serata si arriva al camping a 4 Km da Sighisoara.

Sighisoara – Bistrita - Castello di Dracula – Km 220
Il centro storico di Sighisoara è probabilmente il più bello della Romania. Non perdetevelo!
C'è anche la casa del Conte Vlad (Dracula). Sosta a Bistrita e tra bellissimi paesaggi alpini si sale a Piatra Fintinele fino ad arrivare al passo a quota mt 1100, dove si trova il Castello di Dracula! Almeno dov'era. Infatti il castello del Conte Vlad è bruciato e sulle rovine in posizione straordinaria c'è un Hotel con un ristorante tra i più belli della Romania, dove si può cenare spendendo una cifra modesta. Ma non aspettatevi grandi cose dal menu. Sosta per la notte ovviamente nel parcheggio del castello e...attenti ai vampiri!!

Castello di Dracula – Confine di Oradea – Km 350
Si scende dal passo verso Cluj, quindi Oradea per fare la Dogana. Prepararsi ad una lunga attesa al confine, entrerete in Ungheria dopo qualche ....ora.

Confine di Oradea – Budapest – Km 270
Arrivo a Budapest e sistemazione al Camping Romai.

INFORMAZIONI TURISTICHE
Estratto da Lonely Planet
I Carpazi, sebbene non alti come le Alpi, sono montagne altrettanto belle e spettacolari. Questa catena montuosa che taglia in due la Romania offre al turismo una serie di stazioni per gli sport invernali (tra cui Sinaia, Poiana Brasov, Predeal) ed un paesaggio suggestivo ed affascinante in estate. E 'anche una zona ideale per la caccia a cervi e cinghiali. In Transilvania, regione di foreste e monti, una leggenda oggi turisticamente molto redditizia ha fissato la dimora del Conte Dracula e sono decine di migliaia i viaggiatori che vogliono visitarne il castello di Bran, in realtà appartenuto a Vlad, principe alquanto sanguinario a cui si sarebbe ispirato il romanziere Bram Stoker per il suo personaggio. Il paesaggio severo e a tratti cupo non fa che alimentare la diceria, su cui prospera gran parte del turismo romeno. Qui però ci sono anche altre cose da vedere, come le belle città medievali di Sighisoara, Sibiu, Brasov e Cluj-Napoca.
All'estremo nord del Paese, la Bucovina offre un'attrazione straordinaria: gli splendidi monasteri, dichiarati Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, baluardo di fede cristiana in mezzo ad una terra spesso invasa da mongoli e tartari, che si possono visitare.
I monasteri dipinti della Bucovina furono i primi al mondo a essere decorati con affreschi esterni. Questi affreschi, realizzati nel XVI secolo, andavano oltre i confini dell'arte religiosa, trasmettendo anche messaggi politici. I dipinti su vetro e su legno, una tradizionale forma d'arte contadina, si diffusero ampiamente in Romania fin dal XVII secolo e rimangono popolari ancora oggi. La letteratura rumena attinse a piene mani dalla ricca eredità folclorica del paese e dalla sua turbolenta storia di terra perennemente occupata e abitata da un popolo perseguitato. Nel XV secolo emerse una letteratura epica orale di tradizione popolare mentre i primi scritti in lingua rumena videro la luce intorno al 1420. La moderna letteratura si sviluppò nel XIX secolo; lo scrittore rumeno di maggior fama internazionale è il drammaturgo Eugene Ionesco (1912-94), esponente del 'Teatro dell'assurdo'. Dal 1947 in avanti la letteratura divenne strumento del partito al potere. Dal 1990 sono state pubblicate molte opere im,pegnate a testimoniare gli orrori del periodo comunista. La musica e le danze tradizionali hanno sempre avuto un posto di rilievo nella cultura popolare della Romania: le coppie danzano in circolo, in semicerchio o lungo una linea. La moderna musica gitana ha ormai subito l'influenza di molti generi musicali e i musicisti gitani professionisti sono in grado di suonare qualunque cosa gli venga richiesta. Il rumeno è più somigliante al latino classico di qualsiasi altra lingua romanza; le sue strutture grammaticali e il bagaglio lessicale della lingua madre sono in esso ben conservati. Chi parla francese, italiano o spagnolo non capisce gran che del rumeno parlato ma troverà la lingua scritta più o meno comprensibile. Il rumeno ha una fonetica regolare per cui, una volta che abbiate imparato poche semplici regole, non dovreste avere più problemi di pronuncia. La Romania è l'unico paese di lingua romanza che non ha un retroterra cattolico-romano. La popolazione è per l'86% rumeno-ortodossa, per il 5% cattolico-romana, per il 3,5% protestante, per l'1% cattolico-ortodossa, per lo 0,3% musulmana e per lo 0,2% ebrea. A differenza degli altri paesi ex comunisti, nei quali le chiese ricoprivano un ruolo guida nella opposizione al regime, la Chiesa ortodossa rumena è stata remissiva, una sorta di strumento per il governo. Oggi è gerarchica e dogmatica; inoltre è attualmente strutturata secondo complesse gerarchie, è molto potente, anche per il forte impianto dogmatico del culto. I rumeni sono estremamente ospitali. Essi vi daranno il benvenuto nelle loro modeste case dandovi cibo in abbondanza senza aspettarsi nulla in cambio a parte la vostra amicizia. Chi vive per mangiare troverà la vita in Romania piuttosto noiosa. I ristoranti offrono sempre le stesse cose: maiale e pollo alla griglia, fegato di maiale, trippa in umido e patate oleose. Il più originale piatto rumeno è il 'mamagliga', una poltiglia più o meno densa di farina di mais che può essere bollita, cotta al forno o fritta. In molte famiglie rumene costituisce il piatto principale. L'altro piatto forte della cucina locale è la 'ciorba' (zuppa). Chi è ghiotto di dolci non patirà la fame: ricordiamo la 'placinta' (focaccia ripiena), le 'clarite' (crepes) e il 'saraille' (dolce di mandorle inzuppato di sciroppo). I vini rumeni sono economici e buoni. La 'tuica' (acquavite di prugne) e la 'palinca' (distillata tre volte, come la tuica) stordiscono se bevute all'inizio di un pasto. Noroc! (Salute!) Evitate l'onnipresente 'Ness', un terribile caffè istantaneo fatto di estratti vegetali, e provate il 'cafea naturala, un vero caffè alla turca, con uno spesso strato di polvere di caffè depositato sul fondo e un generoso cucchiaino di zucchero.
Feste ed eventi
La Romania ha un ricco calendario di feste tradizionali. Quelle minori di solito non vengono pubblicizzate, e conservano in tal modo la loro autenticità; è però difficile per il turista riuscire ad assistervi. Tra le festività fisse ricordiamo il Pellegrinaggio della Domenica di Pentecoste a Szekely, la più grande festa tradizionale e religiosa dell'anno, in Miercurea Ciuc. La fiera di Fundata, una festa tradizionale che originalmente serviva ai pastori per trovare moglie, ha luogo in giugno a Fundata, nei pressi di Bran. In luglio vengono organizzati concerti internazionali di musica da camera a Brasov e a Bran. In agosto, a Sighisoara, hanno luogo le Giornate medievali, due settimane di appuntamenti con l'arte, l'artigianato e la musica medievali; sempre ad agosto ricordiamo l'Hora de la Prislop, un festival di danze sfrenate al Passo di Prislop. In settembre, a Bran e nei suoi dintorni, si tiene il festival di Sambra, una manifestazione pastorale che festeggia la transumanza delle greggi dalle montagne. A dicembre, infine, ha luogo il festival natalizio De la Colind la Stea, a Brasov.

Le cose cambiano! Chi è stato anni fa in Ungheria e nella ex Cecoslovacchia stenta a credere che questi paesi abbiano fatto dei progressi in così poco tempo. Solo in qualche remota località si trovano residui del passato regime. Ma per la Romania ci vorrà ancora del tempo per cambiare, specialmente nella zona del Centro Nord, che è quella che viene proposta in questo itinerario. Scartata la zona del mar Nero, dall'acqua inquinata e la città di Bucarest (che si può comunque visitare ma che non lascia soddisfatti) il tour si snoda ai confini della Russia fino a Brasov. Inutile dire che questo viaggio richiede spirito di adattamento e sopratutto nelle città grandi, va fatta attenzione a dove si Parcheggia il camper. Ma tutto questo non deve allarmare, basta seguire piccoli accorgimenti e poi si verrà ampiamente ripagati dai bucolici paesaggi dei Carpazi. Inoltre di scoprirà che ci sono ancora in Europa zone molto povere e sembra un pò di vedere come eravamo noi nel dopoguerra..
Partenza e arrivo di questo itinerario è la bella città di Budapest.

Budapest -Debrecen-frontiera di Satumare - Km 350
Tappa di trasferimento per arrivare nel pomeriggio al confine della Romania.
Alla Dogana pagato i visti e timbrato i passaporti, si entra in Romania.
Anche se gli ultimi km in terra Ungherese preannunciavano un cambiamento, entrati in Romania il cambiamento è totale; auto sgangherate, gente vestita male, ragazzini a piedi nudi, animali (oche, buoi, galline...) in mezzo alla strada, carretti tirati da cavalli o da trattori obsoleti.
Il camping di Satumare ha visto sicuramente giorni migliori, l'acqua della piscina dove i ragazzini sguazzano è torbida, i bagni…. è meglio se usate quello del vostro camper, l'erba è perennemente da tagliare, ma lo spazio è tanto, l'acqua non manca, il campeggio è tranquillo, è custodito e si spende poco e niente.

Satumare – Sapinta – Zona del Maramures – Km 150
Lasciata Satumare ci si dirige verso Nord, la strada è dissestata e la velocità ridotta. Si attraversano paesi dall'architettura rurale con case povere tutte in legno, comprese le tegole dei tetti
La vostra sosta in questi paesi attira la curiosità (sono ancora rari i camper che transitano da queste parti) la gente nei campi si ferma e saluta, sciami di bambini vengono a cercarvi qualunque cosa, caramelle, adesivi, giocattoli....
I pochi negozi che si incontrano vendono solo pane, verdure, vasi di vetro con conserve e grossi pezzi di sapone del tipo Marsiglia. A Sapinta sosta per vedere il -Cimitirul Vesel- un singolare cimitero dalle tombe dipinte con scene di vita (a volte anche icone ironiche) della persona che vi è sepolta,
Si prosegue addentrandosi nella zona del Maramures tra le montagne che offrono paesaggi incantevoli e anche alcune aree pic-nic in posizioni panoramiche dove fermarsi ai pranzo.
Sono tante le piccole fattorie e per la sosta notturna conviene fermarsi in prossimità di una di queste, e state pur sicuri che poco dopo sarete invitati a pernottare nel cortile della fattoria. Andateci tranquillamente. Dovrete solo sorbirvi l'inevitabile curiosità (specialmente delle donne) degli abitanti della fattoria, che vorranno vedere com'è fatto un camper e quindi invitarli magari per un caffè. E' un'esperienza che vale la pena di fare e mette davvero a contatto il camperista con la popolazione locale.

Zona del Maramures- Borsa – Vatra Dornei - Monastero di Moldovita –
Camping prima di Sucevita – Km 250
Al mattino si riparte, continuando il giro del Maramures: Il paesaggio si fa più bello, le case
sono quasi tutte in legno e grondaie e canali in latta lavorata. Sosta a Borsa per un pò di spesa e per vedere l'antica chiesa tutta in legno.Tanti i posti iddiliaci con freschi torrenti per fermarsi con il camper a pranzare. Dopo Iacobeni finisce il Maramures. Si arriva a Vatra Dornei, che viene descritta dalle guide come -stazione climatica, terme, sport...- ma che lascia un pò delusi in quanto il tutto è in decadenza. Inoltre nelle città c'è molta disoccupazione e il rischio microcriminalità aumenta, quindi parcheggiate il camper solo nei parcheggi custoditi. Al contrario, nei piccoli villaggi, la gente anche se povera, lavora, sta meglio (agricoltura, animali da cortile) e le case se pur modeste sono più curate che in città. Vista la stazione termale si torna a Iacobini, si prosegue e tra i pochi paesi e tanta natura si arriva a fare il passo (mt 1400) ed entrare così nella Bucovina. Scendendo verso Vatra Moldovitei, il paesaggio alpino è bellissimo e incontaminato. A Moldovita si trova il primo dei Monasteri di questo itinerario. Entrando in questi Monasteri non sembra neanche di essere in Romania. Tutto è tirato a lucido e i giardini sono curatissimi. In Romania, le tariffe nei luoghi a pagamento sono sempre maggiorate per gli stranieri, vengono fatta pagare anche tariffe per fare le foto o per filmare, ma restano comunque molto più basse rispetto ai nostri canoni abituali.All'interno delle mura in mezzo al giardino si trova appunto il Monastero di Moldovita, le cui mura esterne sono affrescate da scene Bibliche. Lo scopo era quello di far conoscere al popolo, analfabeta, i grandi avvenimenti religiosi attraverso le immagini. Essendo un Monastero Ortodosso, gli interni assomigliano alle chiese Russe ( a proposito, la Russia è veramente a pochi passi). In questa località esiste un campeggio, ma se è ancora presto e volete fermarvi in un bel campeggio (gestione privata, pulito, ordinato e con ristorante) conviene fare un'altro passo e fermarsi nel camping poco prima di Sucevita.

Camping prima di Sucevita – Monasteri di Sucevita, Putna, Radauti –Humor- Km140
Si prosegue la visita dei Monasteri, visitando quello di Sucevita, bello con i dipinti ben conservati. Proseguendo per il paesaggio si appiattisce. Siamo ai confini con la Russia e si vede...Nei campi la gente taglia ancora il fieno a mano e troverete carri stracolmi trainati da cavalli. Poche auto, solo qualche Dacia o Lada. Visita del Monastero di Putna, le cui facciate non sono dipinte, ma lavorate. Si prosegue per Radauti e qui si trova una città finalmente accettabile. Pur essendo povera, non dimostra quel decadimento e senso di disfatta come le altre città. Visitate il bel Museo Etnico. Altri Monasteri ad Arbore e a Solca.
Un'altra particolarità è che in alcuni di questi Monasteri Ortodossi si vedono Monaci e Suore nello stesso Monastero.La cosa è alquanto strana e chi è stato in Grecia (vedi Monte Athos)
lo sa bene. Per la notte conviene portarsi nel parcheggio del monastero di Humor, dove ragazze e donne vendono uova colorate (tradizione pasquale) tappeti e altri souvenirs.

Monasteri di Humor, Voronet, Varatec – Lazarea – Km 230
I dipinti all'esterno del Monastero di Humor, non sono ben conservati, ma proseguendo si arriva a Voronet, dove si trova il più bello dei Monasteri della Bucovina. Bellissimi dipinti e tra i vivaci colori spicca il famoso -blu di Voronet-
L'ultimo dei Monasteri è quello di Varatec, ma avendo visto in precedenza quello di Voronet, questo vi lascerà un pò delusi. Si esce dalla Bucovina, proseguendo verso il centro della Romania: Pietra Neam, Bicar, poi sosta tra le strette e altissime gole ( molto suggestive), quindi si arriva a 1000mt, al Lago Rosso, la cui acqua è ...marrone.
Si sale al passo a mt 1250 e si scende a Gheorgheni. Dopo pochi Km sosta per la notte al paesino di Lazarea, nel parcheggio del castello

Lazarea – Brasov - 170
Visitato il castello (chiuso di lunedì) ci si avvia alla volta di Brasov, la città più grande di questo tour in Romania. Il paesaggio cambia, ma non è bello come in precedenza. I paesi e le città sono più -benstanti- rispetto al Maramures a la Bucovina, la gente è vestita meglio e le auto sono più numerose.
Il caos però regna sovrano. Tutti suonano il clacson e sorpassano, quindi un pò di attenzione con il camper e nel dubbio ...dare la precedenza. Il campeggio è fuori città, in bella posizione tra le montagne. Il prezzo di questo campeggio è alto (almeno rispetto alla media Romena) ma è ben organizzato e pulito.

Visitate Brasov vecchia, è la prima città di questo tour con un bel centro storico.

Brasov – Bran – Sighisoara – Km 225
Lasciata Brasov si prosegue tra bei panorami dei Carpazi. Si arriva a Bran, per vedere il bel castello ben ristrutturato e con tante stanze visitabili. Si entra dunque nella Transilvania e qui inizia quello che in Romania sta avendo un successo in costante crescita: Il Tour di Dracula.
In serata si arriva al camping a 4 Km da Sighisoara.

Sighisoara – Bistrita - Castello di Dracula – Km 220
Il centro storico di Sighisoara è probabilmente il più bello della Romania. Non perdetevelo!
C'è anche la casa del Conte Vlad (Dracula). Sosta a Bistrita e tra bellissimi paesaggi alpini si sale a Piatra Fintinele fino ad arrivare al passo a quota mt 1100, dove si trova il Castello di Dracula! Almeno dov'era. Infatti il castello del Conte Vlad è bruciato e sulle rovine in posizione straordinaria c'è un Hotel con un ristorante tra i più belli della Romania, dove si può cenare spendendo una cifra modesta. Ma non aspettatevi grandi cose dal menu. Sosta per la notte ovviamente nel parcheggio del castello e...attenti ai vampiri!!

Castello di Dracula – Confine di Oradea – Km 350
Si scende dal passo verso Cluj, quindi Oradea per fare la Dogana. Prepararsi ad una lunga attesa al confine, entrerete in Ungheria dopo qualche ....ora.

Confine di Oradea – Budapest – Km 270
Arrivo a Budapest e sistemazione al Camping Romai.

INFORMAZIONI TURISTICHE
Estratto da Lonely Planet
I Carpazi, sebbene non alti come le Alpi, sono montagne altrettanto belle e spettacolari. Questa catena montuosa che taglia in due la Romania offre al turismo una serie di stazioni per gli sport invernali (tra cui Sinaia, Poiana Brasov, Predeal) ed un paesaggio suggestivo ed affascinante in estate. E 'anche una zona ideale per la caccia a cervi e cinghiali. In Transilvania, regione di foreste e monti, una leggenda oggi turisticamente molto redditizia ha fissato la dimora del Conte Dracula e sono decine di migliaia i viaggiatori che vogliono visitarne il castello di Bran, in realtà appartenuto a Vlad, principe alquanto sanguinario a cui si sarebbe ispirato il romanziere Bram Stoker per il suo personaggio. Il paesaggio severo e a tratti cupo non fa che alimentare la diceria, su cui prospera gran parte del turismo romeno. Qui però ci sono anche altre cose da vedere, come le belle città medievali di Sighisoara, Sibiu, Brasov e Cluj-Napoca.
All'estremo nord del Paese, la Bucovina offre un'attrazione straordinaria: gli splendidi monasteri, dichiarati Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, baluardo di fede cristiana in mezzo ad una terra spesso invasa da mongoli e tartari, che si possono visitare.
I monasteri dipinti della Bucovina furono i primi al mondo a essere decorati con affreschi esterni. Questi affreschi, realizzati nel XVI secolo, andavano oltre i confini dell'arte religiosa, trasmettendo anche messaggi politici. I dipinti su vetro e su legno, una tradizionale forma d'arte contadina, si diffusero ampiamente in Romania fin dal XVII secolo e rimangono popolari ancora oggi. La letteratura rumena attinse a piene mani dalla ricca eredità folclorica del paese e dalla sua turbolenta storia di terra perennemente occupata e abitata da un popolo perseguitato. Nel XV secolo emerse una letteratura epica orale di tradizione popolare mentre i primi scritti in lingua rumena videro la luce intorno al 1420. La moderna letteratura si sviluppò nel XIX secolo; lo scrittore rumeno di maggior fama internazionale è il drammaturgo Eugene Ionesco (1912-94), esponente del 'Teatro dell'assurdo'. Dal 1947 in avanti la letteratura divenne strumento del partito al potere. Dal 1990 sono state pubblicate molte opere im,pegnate a testimoniare gli orrori del periodo comunista. La musica e le danze tradizionali hanno sempre avuto un posto di rilievo nella cultura popolare della Romania: le coppie danzano in circolo, in semicerchio o lungo una linea. La moderna musica gitana ha ormai subito l'influenza di molti generi musicali e i musicisti gitani professionisti sono in grado di suonare qualunque cosa gli venga richiesta. Il rumeno è più somigliante al latino classico di qualsiasi altra lingua romanza; le sue strutture grammaticali e il bagaglio lessicale della lingua madre sono in esso ben conservati. Chi parla francese, italiano o spagnolo non capisce gran che del rumeno parlato ma troverà la lingua scritta più o meno comprensibile. Il rumeno ha una fonetica regolare per cui, una volta che abbiate imparato poche semplici regole, non dovreste avere più problemi di pronuncia. La Romania è l'unico paese di lingua romanza che non ha un retroterra cattolico-romano. La popolazione è per l'86% rumeno-ortodossa, per il 5% cattolico-romana, per il 3,5% protestante, per l'1% cattolico-ortodossa, per lo 0,3% musulmana e per lo 0,2% ebrea. A differenza degli altri paesi ex comunisti, nei quali le chiese ricoprivano un ruolo guida nella opposizione al regime, la Chiesa ortodossa rumena è stata remissiva, una sorta di strumento per il governo. Oggi è gerarchica e dogmatica; inoltre è attualmente strutturata secondo complesse gerarchie, è molto potente, anche per il forte impianto dogmatico del culto. I rumeni sono estremamente ospitali. Essi vi daranno il benvenuto nelle loro modeste case dandovi cibo in abbondanza senza aspettarsi nulla in cambio a parte la vostra amicizia. Chi vive per mangiare troverà la vita in Romania piuttosto noiosa. I ristoranti offrono sempre le stesse cose: maiale e pollo alla griglia, fegato di maiale, trippa in umido e patate oleose. Il più originale piatto rumeno è il 'mamagliga', una poltiglia più o meno densa di farina di mais che può essere bollita, cotta al forno o fritta. In molte famiglie rumene costituisce il piatto principale. L'altro piatto forte della cucina locale è la 'ciorba' (zuppa). Chi è ghiotto di dolci non patirà la fame: ricordiamo la 'placinta' (focaccia ripiena), le 'clarite' (crepes) e il 'saraille' (dolce di mandorle inzuppato di sciroppo). I vini rumeni sono economici e buoni. La 'tuica' (acquavite di prugne) e la 'palinca' (distillata tre volte, come la tuica) stordiscono se bevute all'inizio di un pasto. Noroc! (Salute!) Evitate l'onnipresente 'Ness', un terribile caffè istantaneo fatto di estratti vegetali, e provate il 'cafea naturala, un vero caffè alla turca, con uno spesso strato di polvere di caffè depositato sul fondo e un generoso cucchiaino di zucchero.
Feste ed eventi
La Romania ha un ricco calendario di feste tradizionali. Quelle minori di solito non vengono pubblicizzate, e conservano in tal modo la loro autenticità; è però difficile per il turista riuscire ad assistervi. Tra le festività fisse ricordiamo il Pellegrinaggio della Domenica di Pentecoste a Szekely, la più grande festa tradizionale e religiosa dell'anno, in Miercurea Ciuc. La fiera di Fundata, una festa tradizionale che originalmente serviva ai pastori per trovare moglie, ha luogo in giugno a Fundata, nei pressi di Bran. In luglio vengono organizzati concerti internazionali di musica da camera a Brasov e a Bran. In agosto, a Sighisoara, hanno luogo le Giornate medievali, due settimane di appuntamenti con l'arte, l'artigianato e la musica medievali; sempre ad agosto ricordiamo l'Hora de la Prislop, un festival di danze sfrenate al Passo di Prislop. In settembre, a Bran e nei suoi dintorni, si tiene il festival di Sambra, una manifestazione pastorale che festeggia la transumanza delle greggi dalle montagne. A dicembre, infine, ha luogo il festival natalizio De la Colind la Stea, a Brasov.


 

 

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